Oggi la Chiesa celebra l’angelo della giustizia: san Michele

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San Michele Arcangelo. Nel Nuovo Testamento il titolo di “arcangelo” viene attribuito, all’inizio, unicamente a Michele e solo in un secondo tempo anche a Gabriele e Raffaele. Michele, che significa “chi è come Dio?”, è l’arcangelo guerriero, capo delle milizie celesti, avversario di Satana e degli angeli ribelli, angelo della giustizia, custode del Paradiso e protettore della Chiesa di Cristo.

Viene, infatti, spesso raffigurato mentre trafigge il demonio sconfitto. È anche definito “confidente di Dio”, colui che riferisce agli uomini le disposizioni del Signore, È l’angelo che ci aiuta nelle nostre battaglie quotidiane per non essere travolti dal male e che ci assisterà nel momento della morte e del giudizio finale. É il patrono della Chiesa universale nella lotta contro le forze del male. L’imperatore Costantino fa costruire, in suo onore, un santuario sulla riva europea del Bosforo e l’imperatore Giustiniano un altro sulla riva opposta. Nel VI secolo viene eretto, sempre in suo onore, un santuario sul Gargano.

In passato, alla fine della Messa, il sacerdote nel congedare i fedeli che dovevano tornare nei pericoli della vita intonava questa preghiera: «San Michele arcangelo, difendici nella battaglia; sii il nostro aiuto contro la malvagità e l’insidia del diavolo. Comandi sopra di lui il Signore, e tu, principe delle milizie celesti, sprofonda nell’Inferno Satana e tutti gli altri spiriti maligni che si aggirano per il mondo per la perdizione delle anime».

Tratto dal libro “I santi del giorno ci insegnano a vivere e a morire” di Luigi Luzi

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