Il significato della presentazione del Signore al tempio

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Presentazione del Signore. Questa festa ha origine in Oriente e dal IV secolo si diffonde anche in Occidente. Essa ricorda che Gesù, quaranta giorni dopo la nascita, viene portato al tempio per essere riscattato con il sacrificio di due colombe (secondo la legge di Mosè) e per incontrare il suo popolo. «Portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore come è stato scritto nella legge del Signore: Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» (Luca 2,22-23). Questo atto evidenza l’umiltà e lo spirito di obbedienza della sacra famiglia alla legge ebraica In passato viene chiamata “la Festa delle Luci”, in relazione alle parole di Simeone, che nel suo Cantico definisce Gesù “Luce” per illuminare le genti.

Questa festa viene chiamata anche “Candelora”, per l’uso popolare di benedire le candele (in passato le candele bene- dette venivano conservate con cura e riutilizzate negli avvenimnenti importanti della vita di famiglia). La Presentazione del Signore chiude le celebrazioni natalizie: con l’offerta della Madonna e la profezia di Simeone apre il cammino verso la Pasqua. Gesù si offre al Padre in un totale abbandono, che anticipa quello della sua passione e crocifissione; Maria e Giuseppe manifestano la loro totale obbedienza al volere divino, unendosi all’offerta del Figlio.

Tratto dal libro “I santi del giorno ci insegnano a vivere e a morire” di Luigi Luzi

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