Beato Cesare De Bus, il fondatore dei Preti della Dottrina Cristiana

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:11

Beato Cesare De Bus, sacerdote o fondatore dei Preti della Dottrina Cristiana (Dottrinari), Cavaillon (Francia), 3/02/1544 – Avignone (Francia), 15/04/1607. E’ il settimo di tredici figli di una famiglia nobile. Partecipa alle guerre di religione contro gli ugonotti, poi viene ammesso alla corte di Carlo II, dove conduce un’esistenza frivola e mondana. In seguito si converte a una vita evangelica.

Avvenimenti

• A 38 anni è ordinato sacerdote: viene incaricato dal vescovo di predicare alla gente povera e di basso livello d’istruzione.

• Nel 1592 fonda la Congregazione dei Preti della Dottrina Cristiana, approvata nel 157 Clemente VIII.

• Nel 1594 fonda l’Istituto delle Figlie della Dottrina Cristiana, destinato alla formazione all’istruzione delle giovani donne.

• Una parte dei suoi confratelli si distacca dalla Congregazione da lui fondata. A quelli rimasti con lui dice: «Non dovete rimanere per forza, se volete andatevene anche voi. Non in voi, ma in Dio solo confido che, avendomi spinto a fondare questa Congregazione, m’invierà degli opportuni operai quando sarà tempo, Se egli vuole che io rimanga solo, anche solo sarò felice perché non voglio se non quello che vuole il Signore»,

• E’ il primo a fondare una Congregazione religiosa destinata all’insegnamento del catechismo.

Aneddoti

Gli appare la Madonna sotto l’aspetto di Nostra Signora della Pietà.

• Essendo in quell’epoca molto trascurato l’insegnamento della dottrina cristiana, percorre le vie di Cavaillon per radunare attorno a sé i bambini suonando un campanello. Poi li conduce in cattedrale e insegna loro il catechismo. Al termine delle lezioni li porta in piazza per farli giocare e cantare le allegre canzoni da lui composte.

• Durante il carnevale allestisce spettacoli teatrali a carattere sacro per distogliere il popolo dai divertimenti immorali.

Spiritualità

Celebra la Messa con grande fervore e devozione. Veramente assetato di penitenza, si flagella e digiuna. Dorme poche ore per pregare. Sopporta, per amore del Signore gravi sofferenze, tra cui la cecità. Vive sempre totalmente uniformato al divino volere.

Pensieri e insegnamenti

«Siano pure senza luce gli occhi, piena di dolori la vita: la croce sarà la mia gioia, la croce sarà la mia luce».

«Quanto sono obbligato a Dio! Mi priva interamente della vista perché non possa più vedere la vanità! Il mondo ne è tutto pieno».

Morte

II 1 aprile 1607, dopo aver ricevuto la Comunione, predice la sua morte e afferma che avrà luogo dopo quindici giorni, la domenica di Pasqua. Fa eleggere al suo posto un nuovo superiore generale. Subisce vessazioni da parte del demonio e fa atti di totale sottomissione divino volere. Le sue reliquie sono venerate a Roma, nella chiesa di Santa Maria in Monticelli, sede della curia generalizia della Congregazione da lui fondata. Viene beatificato nel 1975.

Tratto dal libro “I santi del giorno ci insegnano a vivere e a morire” di Luigi Luzi

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.