L’allarme degli anestesisti: terapie intensive a rischio

La preoccupazione riguarda le terapie intensive del centro sud: se si mantengono i ritmi e i numeri attuali potrebbe andare in sofferenza in meno di un mese

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:10

“Se l’andamento dei casi di infezione da SarsCov2 continuerà con i ritmi ed i numeri attuali, e senza misure di ulteriore contenimento, stimiamo che in meno di un mese le terapie intensive al Centro-Sud, soprattutto in Lazio e Campania, potranno andare in sofferenza in termini di posti letto disponibili”.

E’ quanto ha dichiarato all’Ansa il presidente dell’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani (Aaroi-Emac), alessandro Vergallo, commentando l’andamento della pandemia in Italia, che nell’ultima settimana ha fatto registrare un’impressionante picco di nuovi contagi.”Siamo molto preoccupati per le Regioni meridionali – sottolinea – dove rileviamo una maggiore impreparazione a far fronte ad un eventuale peggioramento della situazione”.

“Quella che stiamo vivendo in questi giorni – ha aggiunto – potrebbe essere l’inizio della seconda ondata della pandemia da Covid-19 piuttosto che l’onda lunga terminale della prima fase pandemica. Questo ci preoccupa perchè presuppone un ulteriore aumento dei contagi“. “Potremmo essere dinanzi ad una fase di iniziale aumento esponenziale dei casi, e non più – conclude – dinanzi ad un aumento lineare più contenuto”

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