Dagli smart-watch agli smart-ring: come evolve il mondo dei dispositivi indossabili

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Tutti adorano i numeri grandi e rotondi, nella terra dell’hardware. Raggiungere un milione di “qualsiasi cosa” è un’impresa impressionante, per non parlare una nuova azienda vende più di un milione di anelli intelligenti da $ 399. È troppo presto per pensare che Oura abbia trasformato in modo permanente il mondo dei dispositivi indossabili ma vale la pena notare quando questa startup sia arrivata sulla scena per scuotere i mercati. È sicuro dire che Oura, con sede in Finlandia, sia tra quelle startup che sono riuscite a ottenere una spinta grazie anche alla pandemia, nonostante il prezzo elevato del suo prodotto. Il dispositivo è qualcosa che può essere considerato una via di mezzo fra un active fitness tracker e un dispositivo che monitora la salute. Per i meno “tecnologici”, si tratta di un anello smart in grado di interfacciarsi con lo smartphone tramite Bluetooth, dotato di vari sensori e funzionalità dedicate alla salute e al fitness. Insomma, le stesse caratteristiche di uno smartwatch ma in formato anello.

Il suo monitoraggio dei parametri vitali e il fattore di forma discreto hanno fatto guadagnare all’azienda accordi e collaborazioni con numerosi partner che gestiscono, ad esempio, campionati sportivi americani (dall’NBA alla NASCAR). Queste collaborazioni si sono concretizzate nel momento in cui iniziavano altri studi di ricerca su potenzialità come il monitoraggio della temperatura corporea, integrato in un prodotto smart. Alla fine del 2020, la prestigiosa rivista Nature ha pubblicato uno studio intitolato “Fattibilità del monitoraggio continuo della febbre utilizzando dispositivi indossabili”, evidenziando come il dispositivo potrebbe essere utilizzato per rilevare i cambiamenti della temperatura corporea e potenzialmente individuare presto un’infezione da COVID.

La società finlandese ha anche comunicato in questi giorni l’applicazione di nuove funzionalità per lo studio e il monitoraggio del sonno tramite il dispositivo stesso, una caratteristica molto importante che sicuramente interesserà a molti di noi, dopo che alcune ricerca hanno stabilito che molta gente, poco più di due anni dopo che la pandemia ha cambiato il mondo, ha ridotto la propria capacità di dormire tutta la notte.

Oura è stato il primo indossabile a concentrarsi sul sonno perché sapevamo dal primo giorno quanto influisse su altri aspetti della nostra salute”, afferma il COO Michael Chapp in un post sul suo blog. “E ciò che misuriamo, paradossalmente lo possiamo migliorare. La ricerca mostra una correlazione diretta tra privazione cronica del sonno e malattia. Un buon sonno migliora quasi tutti gli aspetti della vita, comprese l’immunità, le prestazioni e la salute mentale”. Oura non è stato il primo anello intelligente, né l’ultimo. È stato battuto sul tempo da Motiv, che però è rimasta in gran parte “in silenzio” da quando è comparsa la pandemia. Da allora, aziende come Movano e Circular sono emerse nella speranza di catturare parte del ritrovato interesse per un fattore di forma che inizialmente non era riuscito a guadagnare terreno: proprio un anello. Si dice che Fitbit, di proprietà di Google, stia lavorando sul proprio anello, dopo una recente scoperta di alcuni brevetti pubblicati.

Per Oura, comunque, non sono sempre state rose e fiori: il suo anello ha anche avuto alcuni feedback negativi. Non ne è, certo, rimasto immune… Ma l’azienda ne ha fatta di strada dal primo modello, che ora viene riproposto con l’introduzione di varie funzionalità. Con il suo nuovo Ring 3, la società ha recentemente fatto una scelta importante: quella di dare al cliente la possibilità di analizzare i suoi dati biometrici solamente con la sottoscrizione di abbonamento mensile. È una mossa strategica importante, forse difficile da capire dopo aver già pagato per l’acquisto del dispositivo… Ma, almeno finora, tale problematica non sembra aver avuto un impatto sulle vendite, vista la solida crescita del patrimonio dell’azienda e le buone e continue recensioni. Il nuovo Oura Ring 3 è elegante e realizzato esternamente in titanio, nei colori argento, nero, oro e “stealth”.

Il nuovo modello consente, grazie a nuovi sensori sempre più precisi, di monitorare la frequenza cardiaca durante tutta la giornata, di analizzare i livelli di ossigeno nel sangue (SpO2) e di analizzare il sonno e programmare terapie precise per migliorarlo. E, fra tutte le altre, l’impermeabilità fino a 100 metri di profondità in acqua, l’autonomia che può variare dai 4 giorni alla settimana e l’interazione con le app Android e iOS.

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