Il significato della supplica alla Regina del Rosario di Pompei

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Nella prima domenica di ottobre si celebra la supplica alla Regina del Santo Rosario di Pompei che anche quest’anno si è rinnovata con gioia e fede, superando con responsabilità le paure della pandemia. Non poteva essere diversamente perché a Pompei la carità poliedrica del Beato Bartolo Longo, così come affermato dal Cardinale Fernando Filoni nel corso dell’omelia, si salda con la fede alla Vergine che rende inscindibili la preghiera alle opere.

Il porporato ha rivolto poi lo sguardo sulla società attraversata da tante situazioni di disagio, individuando la radice “nella finitezza umana, ancor più dolorosamente percepite lì dove manca il senso dell’eternità”. In un’epoca di cambiamento dominato dall’apateismo, si avverte il bisogno di “incamminarsi su una strada“ per porsi al servizio delle povertà emergenti spesso presenti nella porta accanto.

La supplica allora è la preghiera della fiumana di pellegrini, voce dei tanti fedeli sparsi nel mondo, che si è riversata nelle strade adiacenti al Santuario nel rispetto delle regole anti Covid che ha ampiamente attestato la forza attrattiva del messaggio della Vergine di Pompei. Una sintesi che l’Arcivescovo Prelato Mons. Tommaso Caputo ha nel saluto e nel ringraziamento al Card. Filoni esplicitato, evidenziando che fede e carità rappresentano un modello di opere che Pompei ha saputo testimoniare nel corso di oltre un secolo della sua storia.

Nella supplica dunque si scorgono gli interrogativi dell’uomo di ogni tempo che persegue la ricerca sul proprio destino attraverso Cristo: prodromi che si ritrovano già in Platone nell’Apologia di Socrate “Una vita senza ricerca non merita di essere vissuta”.

Come invocato da Mons. Caputo la preghiera della Supplica “ha legato in un’unica catena d’amore milioni di devoti della Vergine di Pompei sparsi in tutto il mondo”. “Ci ha fatto sentire davvero tutti fratelli … “così come ci esorta Papa Francesco, del quale oggi ricorre la festa onomastica e che, appena ieri, sulla tomba del Santo di Assisi, ha firmato l’Enciclica “Fratelli tutti”, sulla fraternità e l’amicizia sociale”.

Nella supplica non vi è soltanto lo slancio per impetrare misericordia e benedizione alla Regina del Santo Rosario, ma la costante vicinanza al popolo orante che riacquista fiducia e speranza.

Ed il presente anche se sottoposto ad una prova pandemica inaspettata assume il volto di un orizzonte lontano in cui è sempre possibile accennare ad un sorriso perché la protezione della Vergine è l’avamposto sicuro e rassicurante per affrontare il futuro.

Allora questa volta la supplica è anche la risposta personale e comunitaria alle difficoltà quotidiane e dà voce ai suoi dubbi verso l’inatteso come la pandemia, cercando di ritrovare nella fede e nelle opere un ulteriore slancio per guardare oltre.

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