“Cattedra inclusiva”: un’auspicio per il futuro della scuola

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La scuola, per essere più inclusiva, deve cambiare il paradigma attuale, soprattutto in riguardo alla figura degli insegnanti di sostegno. Molte volte, si pensa di attuare l’inclusione semplicemente mandando gli studenti in classe però poi, può succedere che, in quest’ultima, non c’è un insegnante di sostegno formato oppure, a volte, si porta l’alunno con disabilità fuori dalla classe. Occorre creare una “scuola per tutti”, svolgendo una formazione a tamburo battente per tutti gli insegnanti. L’inclusione riguarda tutta la società e, di conseguenza, il tema della formazione, riveste una valenza fondamentale. La scuola del presente e del futuro, quindi, deve e dovrà essere, accessibile e inclusiva nei confronti di tutti, a prescindere dalle capacità di ognuno. Quando tutto ciò si verifica hanno luogo degli avvenimenti stupendi, come ad esempio i bambini che dicono ai genitori di scegliere un luogo anziché un altro per fare una festa al fine di permettere al loro compagno con disabilità di partecipare. Gettare questi semi significa che, in futuro, avremo donne e uomini adulti più sensibili e con un’idea diversa in termini di accessibilità e inclusione.

Nel prossimo futuro, anche se può sembrare difficile, auspico la realizzazione della cosiddetta “cattedra inclusiva”, ovvero non più solamente l’insegnante di sostegno specificatamente formato in materia di disabilità, ma anche tutti gli altri docenti. In altre parole, occorre fare sempre più corsi di formazione sul tema e parlare di questi argomenti in misura sempre maggiore per far capire che riguardano la società nel suo complesso. Tutto ciò non è difficile ma bisogna volerlo. Basterebbe inserire in ogni scuola delle ore settimanali da dedicare a questo tema, da svolgere come programma ministeriale. Parlarne è fondamentale per conoscere e, di conseguenza, avere maggiore consapevolezza in merito all’importanza di una scuola più inclusiva.