Marcia della legalità, Raggi: “Le istituzioni hanno il dovere di reagire”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:10

E'partita nel primo pomeriggio la manifestazione per la legalità indetta dalla sindaca di Roma Virginia Raggi a Ostia, a pochi giorni dall’aggressione contro due giornalisti da parte di Roberto Spada. Questi è il fratello di Carmine, detto Romoletto, esponente del clan Spada condannato in primo grado a 10 anni per estorsione aggravata dal metodo mafioso. Il corteo – partito dalla stazione Lido – si conclude non a caso a piazza Gasparri, non lontano dalla palestra di proprietà di Roberto.

Raggi: “Non potevo non esserci”

“Non potevo non esserci. Siamo qui tra i cittadini e questa è una bella risposta – ha aggiunto Virginia Raggi alla partenza della manifestazione – Quello che è avvenuto è stato vergognoso e le istituzioni hanno il dovere di reagire per testimoniare che Roma e Ostia ancora di più sono contro la mafia”. Molte le adesioni, fra cui quella di Sinistra italiana e di Rosy Bindi, presidente della Commissione parlamentare Antimafia.

E' proprio la sindaca capitolina a sottolinare l'importanza di esserci. “Non si può restare in silenzio – ha detto -. Non reagire significa divenire conniventi. Abbiamo una grande opportunità per esprimere il nostro sostegno alle vittime di questo gesto così violento e a tutti i romani: partecipare a una grande manifestazione, senza alcuna bandiera politica, grazie alla quale le istituzioni e i cittadini diranno con forza il proprio no alla criminalità”. “Dobbiamo essere tantissimi per lanciare un messaggio forte della città contro le mafie e la violenza. Il segnale deve essere univoco: uniti per la legalità“, ha concluso l'esponenete M5S.

La vicenda Spada

Lo scorso 8 novembre Roberto Spada aveva colpito con una testata in faccia – fratturandogli il setto nasale – Daniele Piervincenzi, inviato della trasmissione Nemo di Rai2, che stava realizzando un servizio sulle elezioni ad Ostia. Spada aveva spiegato sul proprio profilo Fb poco dopo l'aggressione (ripresa dal cameraman) di aver colpito il giornalista perché infastidito dalle “troppe” domande su di lui e sull'attività del fratello Carmine. Assieme a Piervincenzi, aveva aggredito anche il film-maker Edoardo Anselmi, rimasto ferito solo leggermente. Paradossalmente, in quell'occasione l'aggressore ha avuto l'appoggio di molti suoi “amici” che si sono congratulati con lui – sempre tramite social – per l'operato: “Hai fatto bene!”, gli avevano scritto, evidenziando la situazione di degrado morale di parte della città.

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