Mafia capitale, arresti a Ostia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:45

Fabrizio Piscitelli, detto Diabolik, e il boss Salvatore Casamonica furono garanti di una pax tra la mala di Ostia nel momento in cui, alla fine del 2017, le tensioni tra le due fazioni capitanate da Roberto Spada e  Marco Esposito erano a un passo dal far scoppiare una guerra tra clan, riferisce Rainews 24. A garantire l'accordo, oltre a Casamonica per gli Spada, e Diabolik per Esposito, fu l'avvocato del foro di Roma Lucia Gargano che, secondo chi indaga, collaborò con gli Spada e oggi è finita ai domiciliari con l'accusa di concorso in associazione mafiosa.

Il summit a Grottaferrata

Ordine di arresto, per lo stesso reato, anche per Salvatore Casamonica, già detenuto al 41bis nel carcere di Nuoro. Piscitelli è morto in un agguato il 7 agosto del 2019 e le indagini sull'omicidio sono tuttora in corso. Diabolik in intercettazione: “Sui miei ti metto tutte e due le mani sul fuoco. Il sì deve essere sì e il no deve essere no!“. Così Fabrizio Piscitelli, alias Diabolik, parlava al boss Salvatore Casamonica durante l'incontro del 13 dicembre 2017, in un ristorante di Grottaferrata, durante il quale venne suggellata la pace tra le due fazioni che a Ostia si stavano facendo la guerra.

Le intercettazioni

I dialoghi della riunione, convocata dai due boss e dall'avvocato Lucia Gargano che secondo chi indaga aiutava i Casamonica, furono interamente intercettati grazie alla presenza di un infiltrato della guardia di finanza che da tempo indagava sui Casamonica. Si parlò degli equilibri della mala di Ostia, messi a rischio dalle tensioni seguite all'arresto di Roberto Spada e a una serie di pesanti intimidazioni successive all'uscita di scena del boss. Tutti furono d'accordo sulla necessità di mettere pace, per garantire gli affari, fra il clan Spada e il gruppo avverso di Marco Esposito

L'operazione

Salvatore Casamonica, esponente di spicco dell'omonimo clan e l'avvocato del Foro di Roma, Lucia Gargano “in concorso tra loro e con Fabrizio Piscitelli soprannominato “Diabolik'”, il capo ultrà ucciso il 7 agosto 2019 al Parco degli Acquedotti, “hanno contribuito concretamente al perfezionamento di un accordo finalizzato a stabilire la pace fra il clan mafioso Spada e un altro gruppo criminale operante a Ostia capeggiato da Marco Esposito, detto “Barboncino”, contribuendo in tal modo a conservare la capacità operativa degli stessi Spada”, riferisce Adnkronos.

Garanti

Le indagini, coordinate dalla Dda e condotte dagli specialisti del Gico del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma, che all'alba ha fatto scattare l'operazione della Gdf che ha portato agli arresti di Salvatore Casamonica (già al 41-bis) e dell'avvocato Gargano per il reato di concorso esterno in associazione per delinquere di stampo mafioso. Monitorando sul territorio l'evolversi di diverse trattative criminali, evidenzia Adnkronos, i finanzieri e i loro undercover hanno intercettato, in presa diretta, Salvatore Casamonica e “Diabolik” mentre concordavano la pax mafiosa tra il clan Spada e l'organizzazione che fa capo a Barboncino. Per siglare e mantenere l'accordo, i due “garanti”, che intercettati dicono ''io e te ci stiamo mettendo in mezzo per fare da garanti eh!…'', avevano però bisogno del supporto di un professionista quale trait d'union con libertà di movimento, credibile agli occhi degli altri criminali e con possibilità di accesso alle aule di Tribunale e agli istituti carcerari.

Sodalizio criminale

La pace mafiosa da imporre sul litorale di Ostia. puntualizza Adnkronos, si inseriva in un momento storico particolarmente complesso per il clan Spada, dovuto allo stato di detenzione dei propri vertici: Ottavio Spada detto “Marco” e Roberto Spada (per il fermo conseguente all'aggressione del giornalista della Rai Daniele Piervincenzi), alle limitazioni cui era soggetto il capo indiscusso della consorteria, Carmine Spada detto 'Romoletto' (sottoposto all'obbligo di dimora e vittima di due tentati omicidi nel novembre del 2016) e al fatto che i capi e numerosi sodali del clan Fasciani, federati agli Spada, erano detenuti da anni. Proprio per il momento di difficoltà del clan Spada, l'organizzazione riconducibile a “Barboncino” aveva intenzione di ''riprendersi'' Ostia con atti di forza e di alto impatto sulla cittadinanza. precisa Adnkronos

Escalation di violenza

In appena tre giorni sono stati eseguiti tre distinti atti intimidatori nei confronti di persone del gruppo criminale o vicine agli Spada. In particolare il 23 novembre 2017 sono stati gambizzati Alessandro Bruno e Alessio Ferreri, fratello di Fabrizio, cognato del detenuto Ottavio Spada. Due giorni dopo, il 25 novembre, alcuni colpi di arma da fuoco vengono esplosi contro la vetrina del bar “Music” a Piazza Gasparri a Ostia, riconducibile a Roberto Spada. Infine lo stesso 25 novembre altri colpi d'arma da fuoco sono stati esplosi in via Forni contro la porta di casa di Silvano Spada, nipote del boss Carmine detto ''Romoletto'' e di Roberto Spada, nonché organico al clan. “Salvatore Casamonica e Lucia Gargano ricoprivano il ruolo di plenipotenziari del clan Spada con lo scopo, poi realizzato, di porre fine agli atti intimidatori perpetrati nei confronti del sodalizio, mentre Fabrizio Piscitelli rappresentava gli interessi del gruppo capeggiato da Marco Esposito detto Barboncino'', scrive il gip Corrado Cappiello nell'ordinanza con cui ha disposto i domiciliari per Gargano e emesso un'ordinanza cautelare in carcere per Salvatore Casamonica, già detenuto.

Il ruolo del legale

L'avvocato ''svolgeva il ruolo fondamentale di trait d'union tra Carmine Spada detto Romoletto e Fabrizio Piscitelli, i quali non potevano incontrarsi perché il primo era sottoposto ad obbligo di dimora nel comune di Roma e il secondo a sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno a Grottaferrata”. Secondo gli investigatori, il 13 dicembre 2017, l'avvocato Gargano è giunta in un ristorante a Grottaferrata (Roma) dove, di lì a poco, sarebbe iniziata la riunione illecita, a cui erano presenti anche Salvatore Casamonica e Fabrizio Piscitelli, suscitando lo stupore di uno dei presenti, che intercettato dice: ''Ho paura di tutti questi delinquenti che stanno a questo tavolino l'avvocato, mamma mia che coraggio che ha! Mamma mia in mezzo a tutti questi scatenati''. Ma, come riporta il gip di Roma nell'ordinanza, ''la presenza dell'avvocato non era affatto casuale'', tant'è che Casamonica e “Diabolik” iniziano a parlare della necessità di avviare il processo di pacificazione fra le due fazioni egemoni nel territorio di Ostia solo quando il professionista giunge nel locale, riporta Adnkronos.  ''Salvatore Casamonica e Piscitelli fungevano dichiaratamente da “garanti” dell'accordo che sarebbe stato raggiunto''. Diabolik, intercettato dice: ''Sui miei ti metto tutte e due le mani sul fuoco. Il sì deve essere sì e il no deve essere no!''.

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