SABATO 06 LUGLIO 2019, 15:33, IN TERRIS


L'EMERGENZA

Comune e Regione litigano sui rifiuti. Roma rischia l’epidemia

Braccio di ferro tra Raggi e Zingaretti sullo smaltimento della spazzatura che sommerge la capitale

GIACOMO GALEAZZI
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Cassonetti saturi nei pressi di via Tuscolana
Cassonetti saturi nei pressi di via Tuscolana
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ai vista la capitale in queste condizioni, Roma è talmente sporca che si può neppure camminare sui marciapiedi", allarga le braccia sconsolato un pensionato lungo l’Ardeatina dove la strada è ostruita dai rifiuti che rendono invisibili i cassonetti sommersi di spazzatura. Da Tor Bella Monaca all’Olgiata, dal centro alla periferia, lo stesso desolante scenario. Unica, effimera eccezione le vie tra Quirinale e Vaticano ripulite in tutta fretta per essere percorse giovedì dal  corteo di auto del presidente russo Putin.  ''L'ordinanza politica del segretario Pd e presidente della Regione Lazio Zingaretti si è rivelata inapplicabile. I rifiuti a Roma sono ancora a terra. Il bluff è svelato'', afferma la sindaca di Roma, Virginia Raggi. Poche ore prima la prima cittadina della capitale aveva dichiarato: ''Speriamo che questa sia la volta buona dopo tante parole. I camion di Ama sono già in viaggio per gli impianti regionali di smaltimento dei rifiuti di Rocca Secca, Viterbo, Frosinone, Pomezia, Colleferro, Civitavecchia: spero che possano scaricare la spazzatura e non siano costretti a tornare indietro pieni perché hanno trovato ancora una volta i cancelli chiusi. Per il resto quelle di Zingaretti restano le solite promesse: in sette anni non è riuscito a scrivere il Piano Regionale dei Rifiuti e ora pretende di pulire Roma in sette giorni''.


Impianti da attivare

E’ ormai una telenovela senza fine il botta e risposta tra Campidoglio e Regione sulla crisi romana dei rifiuti: tra Virginia Raggi e Nicola Zingaretti proseguono le stoccate, mentre sul tema arrivano ordinanze da entrambi. Il governatore del Lazio, riferisce LaPresse, firma un documento che prevede il trattamento della spazzatura negli impianti regionali ma chiede all'Ama di fare la sua parte provvedendo alla pulizia, in 48 ore, di tutti i siti sensibili come ospedali, scuole, mercati e ristoranti, e alla raccolta dei rifiuti nel restante territorio cittadino entro 7 giorni a decorrere dalla notifica dell'ordinanza. Piccata la risposta della prima cittadina che, dopo aver annunciato l'individuazione di un terreno comunale in zona Saxa Rubra per il trasbordo di 300 tonnellate di rifiuti al giorno, attacca: "Zingaretti sfiora il ridicolo quando dice di ripulire la città in una settimana. La smetta di illudere i cittadini con false promesse". "In sette anni non è riuscito a scrivere il Piano regionale dei rifiuti e ora pretende di pulire Roma in sette giorni - prosegue Raggi. Per un mese ha voltato la faccia dall'altra parte fino a quando lo abbiamo costretto a fare questa ordinanza per sbloccare i siti dove portare i rifiuti". La Regione, evidenzia LaPresse, dà disposizioni a tutto il sistema impiantistico del Lazio di aumentare l'accoglimento dei rifiuti della Capitale fino alla massima capacità autorizzata, e allo stesso tempo impone a Comune e  Ama "una fortissima accelerazione su raccolta e pulizia, che sono la causa del caos rifiuti delle strade". All'azienda dei rifiuti viene inoltre intimato di approvare i bilanci 2017 e 2018 entro 30 giorni. In vista dell'incontro di martedì 9 con il ministro dell'Ambiente Sergio Costa il clima è tutt'altro che disteso: "Nessun intento punitivo. L'ordinanza è figlia dell'ostinata volontà di non risolvere il tema rifiuti - è la stilettata del segretario dem -. La situazione è sfuggita di mano perché la Capitale si affida ad altri dal giorno dopo la chiusura di Malagrotta. A Roma serve autonomia e un impianto".


Sos sanitario

Le indicazioni della Regione sono in vigore da subito, e fino al 30 settembre, ma già c'è chi protesta e, poche ore dopo la firma dell'ordinanza, Ama fa sapere di aver ricevuto un primo no da una delle società interessate dal provvedimento, evidenzia LaPresse. Il clima tra le amministrazioni sedute al tavolo dell'emergenza resta teso e non è dato sapere se la soluzione, all'ennesima crisi spazzatura, arriverà in tempi almeno vicini a quelli annunciati. Ed è una corsa contro il tempo. “Roma rischia una epidemia a causa della sua crisi sui rifiuti?”, titola Rtbf, la tv nazionale belga che riferisce della crisi dei rifiuti che “da decenni colpisce la città eterna”, dei disagi legati alla raccolta differenziata che "investe solo la metà dei cassonetti" e soprattutto del “grosso problema dovuto all'inerzia politica”. Nel mirino la “mancanza di un inceneritore principale”, mentre molti residenti puntano il dito contro la sindaca Virginia Raggi, che “da quando è stata eletta sembra incapace di risolvere un problema che sta solo peggiorando”. Rtbf ventila l'ipotesi del “rischio di un'epidemia”, citando un medico che si dice convinto che “la situazione sta peggiorando con l'innalzamento delle temperature”. Un altro problema è legato alla “reazione dei residenti”, una situazione che “sembra senza speranza”, con molti romani che danno fuoco ai bidoni della spazzatura a causa dei cattivi odori che vi provengono. Ciò è molto pericoloso perché “i fumi possono essere irritanti per i polmoni e la gola ed essere pericolosi per le persone con asma”. All'orizzonte non si intravede “alcuna soluzione a breve termine”, stigmatizza la tv belga citando il presidente di una commissione ambientale locale. E, dopo una temporanea sospensione per verificare le promesse dell’Ama, l’associazione di difesa dei consumatori Codacons ha presentato l’esposto alla procura della Repubblica di Roma per la fattispecie di epidemia colposa. “Nonostante le rassicurazioni da parte dei vertici Ama, la situazione dei rifiuti nella capitale non è migliorata, e dà vita a timori per possibili ripercussioni sul piano sanitario e su quello igienico – spiega il presidente Carlo Rienzi – Abbiamo atteso qualche giorno per verificare se le promesse dell’azienda portassero ad interventi concreti, ma così non è stato e la spazzatura si accumula sulle strade e marcisce sotto al sole cocente, mettendo a repentaglio la salute dei residenti”. Con l’esposto in procura il Codacons chiede alla magistratura di aprire una indagine sull’emergenza rifiuti a Roma, per la possibile fattispecie di epidemia colposa, reato che si configura anche solo in presenza di un pericolo per la collettività. L’associazione ha deciso inoltre di offrire un servizio ai romani vittime della spazzatura: tutti coloro che vogliono segnalare situazioni di criticità e di pericolo sul fronte igienico e sanitario, possono inviare un messaggio Whatsapp al numero urbano messo a disposizione dal Codacons (063725809) allegando foto dei rifiuti, data, ora e luogo della segnalazione, che verrà poi girata all’Ama e alla Procura per gli interventi del caso. Il Codacons fornirà inoltre informazioni agli utenti su come chiedere la riduzione della Tari in caso di disservizi nella raccolta della spazzatura nel quartiere di residenza.

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