Campidoglio: sì all’e-commerce “made in Roma”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:03

Secondo il report di Twig su dati del ministero del Tesoro, nell’Italia centrale Roma è nettamente la provincia con il reddito pro capite più alto: 24.830 euro. Nella capitale le società di capitali rappresentano la percentuale maggiore di imprese registrate ma aumentano continuamente le imprese individuali. L’occupazione l’anno scorso è aumentata (+1,2%) con una crescita particolarmente marcata nell’industria e in agricoltura. L’aumento riguarda i lavoratori dipendenti, soprattutto a tempo determinato. Promuovere on-line l’eccellenza del tessuto produttivo capitolino e stabilire parametri di qualità per un nuovo marchio identificativo del “Made in Roma”: sono gli obiettivi della memoria approvata in giunta, che dà mandato all’assessorato allo Sviluppo Economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale e all’Ufficio progettazione e innovazione economica urbana di intensificare visibilità e competitività delle imprese locali sui mercati nazionali ed esteri. Il tutto, attraverso accordi di collaborazione con i principali attori del commercio e dell’internazionalizzazione: Camera di commercio di Roma e rappresentanze del comparto di settore cittadino da un lato, dall’altro le istituzioni preposte alla promozione del commercio estero del Made in Italy, quali Ice-Agenzia per la promozione all’estero delle imprese italiane, ministero dello Sviluppo economico e dicastero degli Affari esteri, ambasciate italiane all’estero e ambasciate estere in Italia, nonché ai loro partner strategici dell’e-commerce.

La selezione delle aziende

“Con questi soggetti, si avvieranno interlocuzioni e sinergie per lanciare vetrine virtuali dedicate alla qualità tipica del “saper fare bene” di artigiani e commercianti romani, senza oneri per l’amministrazione e alle condizioni più vantaggiose per gli operatori – riferisce l’Adnkronos -. A tale scopo, saranno individuati specifici criteri che consentano una opportuna selezione di aziende d’eccellenza locale anche attraverso l’utilizzo di un nuovo marchio distintivo, che certifichi l’unicità e la qualità del know how capitolino”. Spiega all’Adnkronos Carlo Cafarotti, assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale: “Partiamo da un dato: le piccole e medie imprese italiane che si sono votate all’innovazione aprendo un canale di vendita on-line hanno visto crescere il proprio fatturato del +6%. Si tratta, ad oggi, del solo 12%: noi vogliamo estendere questa peculiarità a tutte le rappresentanze della migliore imprenditoria di Roma, nell’ottica di una rivitalizzazione del tessuto produttivo che drena i flussi di capitali in città”. E, aggiunge Cafarotti, “grande importanza avrà la personalizzazione del nostro “saper fare bene”, immediatamente riconoscibile grazie a un nuovo marchio “Made in Roma che diventa brand identitario della nostra maestria”.

A difesa della qualità

C’è anche l’aspetto importante della tutela della qualità, per chi compra e per chi produce, che accresce l’appeal degli acquisti in termini di unicità degli articoli proposti e venduti. “Internazionalizzazione, visibilità e competitività sui mercati nazionali ed esteri sono le chiavi del successo, soprattutto in riferimento alle realtà delle botteghe artigiane e della gastronomia romana. In questo, i nostri partner istituzionali e commerciali saranno di grande aiuto”, puntualizza l’assessore. Con questa proposta si gettano le basi per la tutela delle attività commerciali e artigianali di pregio della Capitale attraverso un marchio di rilancio del “Made in Roma” che premierà coloro che sapranno distinguersi per eccellenza, creatività e tradizione. “Vuole essere anche un elemento propulsivo di un contesto più ampio di rilancio del “Made in Italy” da promuovere in tutto il mondo e che tarda ad arrivare ma che deve essere al più presto riconosciuto e normato – spiega all’Adnkronos Andrea Coia, presidente della Commissione Commercio di Roma Capitale -. Da Roma nasce un processo virtuoso che vuole coinvolgere il governo e tutti i soggetti che vorranno partecipare a questo ambizioso obiettivo”.

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