Francesco: “Dio benedica l'alta missione del presidente Sergio Mattarella”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:07

Il Pontefice ha ricordato nel primo Angelus del 2020 la pazienza dell'amore: “L'amore ci rende pazienti”. E aggiunge: “Tante volte perdiamo la pazienza; anch’io, e chiedo scusa per il cattivo esempio di ieri (si riferisce alla reazione verso una persona che, in piazza San Pietro, lo aveva strattonato,ndr). Per questo contemplando il Presepe noi vediamo, con gli occhi della fede, il mondo rinnovato, liberato dal dominio del male e posto sotto la signoria regale di Cristo, il Bambino che giace nella mangiatoia”.  Al termine della messa celebrata nella Basilica Vaticana per la Solennità di Maria Santissima Madre di Dio e nella ricorrenza della 53° Giornata Mondiale della Pace, Papa Francesco si è affacciatio alla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l’Angelus con i fedeli e i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro per il primo appuntamento domenicale del nuovo anno .”Ieri sera abbiamo concluso l’anno 2019 ringraziando Dio per il dono del tempo e per tutti i suoi benefici- afferma il Pontefice-.Oggi iniziamo il 2020 con lo stesso atteggiamento di gratitudine e di lode. Non è scontato che il nostro pianeta abbia iniziato un nuovo giro intorno al sole e che noi esseri umani continuiamo ad abitarvi. Non è scontato, anzi, è sempre un “miracolo” di cui stupirsi e ringraziare”. Nel primo giorno dell’anno, sottolinea Francesco, “la Liturgia celebra la Santa Madre di Dio, Maria, la Vergine di Nazareth che ha dato alla luce Gesù, il Salvatore: Quel Bambino è la Benedizione di Dio per ogni uomo e donna, per la grande famiglia umana e per il mondo intero. Gesù non ha tolto il male dal mondo ma lo ha sconfitto alla radice”.

Gioia per tutto il popolo

La salvezza portata da Cristo nel mondo “non è magica, ma paziente”, cioè comporta la pazienza dell’amore, che si fa carico dell’iniquità e le toglie il potere”. Per questo, evidenzia jorge Mario Bergoglio, “contemplando il Presepe noi vediamo, con gli occhi della fede, il mondo rinnovato, liberato dal dominio del male e posto sotto la signoria regale di Cristo, il Bambino che giace nella mangiatoia”. Per questo “oggi la Madre di Dio ci benedice mostrandoci il Figlio: lo prende tra le braccia e ce lo mostra, e così ci benedice. Benedice tutta la Chiesa, benedice tutto il mondo”. Gesù, come cantarono gli Angeli a Betlemme, è la “gioia per tutto il popolo”, è la gloria di Dio e la pace per gli uomini. Per questo, aggiunge Francesco, “il Santo Papa Paolo VI ha voluto dedicare il primo giorno dell’anno alla pace: alla preghiera, alla presa di coscienza e di responsabilità verso la pace”. Per l’anno 2020 il Messaggio è questo: la pace è un cammino di speranza, un cammino nel quale si avanza attraverso il dialogo, la riconciliazione e la conversione ecologica. Dunque, “fissiamo lo sguardo sulla Madre e sul Figlio che lei ci mostra: all’inizio dell’anno, lasciamoci benedire! Gesù è la benedizione per quanti sono oppressi dal giogo delle schiavitù, morali e materiali. Lui libera con l’amore”.

Segno di speranza

Puntualizza il Pontefice, “a chi ha perso la stima di sé rimanendo prigioniero di giri viziosi, Gesù dice: il Padre ti ama, non ti abbandona, aspetta con pazienza incrollabile il tuo ritorno. A chi è vittima di ingiustizie e sfruttamento e non vede via d’uscita, Gesù apre la porta della fraternità, dove trovare volti, cuori e mani accoglienti, dove condividere l’amarezza e la disperazione, e recuperare un po’ di dignità”. E “a chi è gravemente malato e si sente abbandonato e scoraggiato, Gesù si fa vicino, tocca le piaghe con tenerezza, versa l’olio della consolazione e trasforma la debolezza in forza di bene per sciogliere i nodi più aggrovigliati. A chi è carcerato ed è tentato di chiudersi in sé stesso, Gesù riapre un orizzonte di speranza, a partire da un piccolo spiraglio di luce”. Quindi, esorta il Papa, “scendiamo dai piedistalli del nostro orgoglio e chiediamo la benedizione alla Santa Madre di Dio. Lei ci mostra Gesù: lasciamoci benedire, apriamo il cuore alla sua bontà. Così l’anno che inizia sarà un cammino di speranza e di pace, non a parole, ma attraverso gesti quotidiani di dialogo, di riconciliazione e di cura del creato”.

Saluto all'Italia

Dopo l’Angelus il Papa ha aggiunto. “Cari fratelli e sorelle! A tutti voi, qui presenti in piazza San Pietro e collegati attraverso i media, rivolgo i miei auguri di pace e di bene per il nuovo anno. Ringrazio il Presidente della Repubblica Italiana, onorevole Sergio Mattarella, per il pensiero che mi ha indirizzato nel suo Messaggio di fine anno, e lo ricambio invocando la benedizione di Dio sulla sua alta missione”. poi il Pontefice ha salutato “con affetto i partecipanti alla manifestazione “Pace in tutte le terre”, organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio a Roma e in numerose città del mondo”. E Jorge Mario Bergoglio ha salutato “i pellegrini dagli Stati Uniti d’America, dalla Nuova Zelanda e dalla Spagna; i giovani italiani, albanesi e maltesi insieme con le Suore della Carità; gli amici e i volontari della Fraterna Domus”. Ha esteso “il mio saluto e il mio incoraggiamento a tutte le iniziative per la pace che le Chiese particolari, le associazioni e i movimenti ecclesiali hanno promosso in questa Giornata della Pace: incontri di preghiera e di fraternità accompagnati dalla solidarietà con i più poveri. In particolare ricordo la marcia che si è svolta ieri pomeriggio a Ravenna. Il mio pensiero va anche ai tanti volontari che, nei luoghi dove la pace e la giustizia sono minacciate, scelgono con coraggio di essere presenti in forma nonviolenta e disarmata; come pure ai militari che operano nelle missioni di pace in molte zone di conflitto. A tutti, credenti e non credenti, auguro di non smettere mai di sperare in un mondo di pace, da costruire insieme giorno per giorno. Per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci”.

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