Alla scoperta di San Giovanni in Laterano con le suore della Divina Rivelazione

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“L’arte, oltre a essere un testimone credibile della bellezza del creato, è anche uno strumento di evangelizzazione. Attraverso l’arte la Chiesa spiega, interpreta la rivelazione”. Così Papa Francesco aveva raccontato la sua concezione del rapporto fra arte e fede. Un pensiero che per la concezione cattolica non è certo una novità. Tanto che un gruppo di suore lo hanno impiegato come loro “modus vivendi”: sono le sorelle “Missionarie della Divina Rivelazione”. E’ stata loro l’idea della collana “Catechesi con Arte, un progetto che si propone di valorizzare il patrimonio storico, artistico e religioso che la città di Roma offre a tutto il mondo.

Catechesi con Arte

L’idea di Catechesi con Arte nacque mentre un gruppo di suore percorreva la navata della basilica di San Giovanni in Laterano. Nel contemplare le immagini sacre, le sorelle vi lessero la Storia della Salvezza. In quel momento capirono che quell’enorme tesoro doveva essere conosciuto ad un altro livello. E proprio nella basilica che conserva la Cattedra del Papa si  svolta, tredici anni or sono, la prima visita di “catechesi con arte”. Un progetto che col tempo si è esteso a tutte le basiliche papali e Musei Vaticani. Oggi, quel tour diventa un libro che non intende essere solo una guida turistica. La sua finalità è quella di accompagnare il turista, credente e non, aiutandolo a percorrere un meraviglioso viaggio nella Storia della Salvezza.

La basilica lateranense

Il libro, edito da “Effatà”, ha l’obiettivo di far comprendere il ruolo della Chiesa nella storia. Così, varcando il maestoso portone d’ingresso si potrà conoscere la conversione dell’Imperatore Costantino, e come, la croce, simbolo di vergogna ed infamia per ogni romano, sia diventato un simbolo di vittoria. Il percorso si snoda attraverso la conoscenza di dodici uomini “coraggiosi” che hanno testimoniato senza paura la loro amicizia con Gesù: gli Apostoli, presenti nelle nicchie dei pilastri della navata centrale. Simbolicamente, costituiscono le colonne della Chiesa. Ma soprattutto si può imparare a leggere la “Bibbia dei poveri”, dove si ripercorrono le più grandi opere compiute da Dio nel corso dei secoli, così da sentire come da sempre il Signore cammina insieme all’uomo.

Il battistero

Le sorelle della Divina Rivelazione accompagnano i turisti anche nella visita al Battistero, un tour che si pone l’obiettivo di far conoscere la forza rivoluzionaria della fede: l’uomo, che prima credeva in tanti dei, lontani ed impassibili, ora invece conosce un Dio che è vicino. Inizia così un viaggio nella Roma del IV secolo, appena dopo la concessione della libertà ad opera dell’imperatore Costantino, nel 313 d. C.. Con un volo di fantasia, ci si può unire ad un giovane catecumeno che ha chiesto alla comunità di ricevere il Battesimo nel primo Battistero, dove i cristiani liberamente poterono per la prima volta proclamare la loro fede!

La comunità della “Divina Rivelazione”

Con il nome “Missionarie della Divina Rivelazione”, le sorelle vogliono esprimere il loro carisma fondato sull’amore appassionato per la Parola di Dio e per i “Tre Bianchi Amori”, come li ha chiamati la Vergine della Rivelazione: l’Eucaristia, l’Immacolata ed il Papa, elementi che desiderano far conoscere e amare attraverso una catechesi in assoluta adesione all’insegnamento della Chiesa. La loro regola di vita afferma: “Le Missionarie della Divina Rivelazione si sentono apostole del mistero della Chiesa: pensano come pensa la Chiesa di sempre, amano come ama la Chiesa di sempre, vogliono ciò che vuole la Chiesa di sempre”. I colori del loro abito sono quelli con i quali si presenta la Vergine della Rivelazione: il verde, che indica Dio Padre Creatore, il bianco, che rappresenta Dio Figlio Redentore e il rosa che simboleggia lo Spirito Santo Santificatore. In tal modo richiamano sempre alla mente e al cuore che solo Dio deve essere al centro di tutta la vita. Peculiare il loro saluto, voluto dalla Vergine della Rivelazione: “Dio ci benedica e la Vergine ci protegga”. E’ un’invocazione filiale, valida per ogni tempo e circostanza, che rivolgono a tutti. Hanno rinunciato a tutto, ma non ad amare, e proprio perché libere da legami terreni, possiamo dedicarsi totalmente agli altri.

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