Usa 2020, elezioni da record: sono le più costose della storia americana

Bilancio totale a 14 miliardi di dollari, 6,6 per le presidenziali: quasi il triplo rispetto al 2016. E 73 milioni di americani hanno già votato

ULTIMO AGGIORNAMENTO 4:48

Oltre 73 milioni di elettori hanno già detto la loro, di persona o per posta. Il voto anticipato sembra riscuotere ampio successo fra i votanti degli Stati Uniti d’America che, vuoi per il clima già da election day o per la pandemia in corso, sembrano aver fretta di mandare in archivio la questione elezione. Donald Trump e Joe Biden: il 53% dei votanti totali della tornata del 2016 ha già espresso la sua preferenza, stabilendo già un record per quanto riguarda i voti pre-election day. Numeri non male per una campagna elettorale che ha subito più che mai l’incidenza del Covid e tutti i suoi effetti collaterali. del resto, entrambi i candidati le loro carte se le sono giocate su questo argomento, affrontato con approcci diversi ma attraverso tutte le lenti possibili.

Elezioni in numeri

Se l’andazzo parla di una buona possibilità di superare l’affluenza di 139 milioni di voti stabilita quattro anni fa, anche i numeri in fatto di soldi spesi sfiorano cifre da capogiro. Secondo le proiezioni del Center for Responsive Politcs, infatti, le elezioni Usa 2020 hanno polverizzato tutti i record precedenti, diventando a buon diritto le più costose della storia americana. Al momento, il bilancio totale si attesta su quasi 14 miliardi di dollari, di cui 6,6 per le presidenziali. Più del doppio rispetto ai 2,4 miliardi del 2016. Altro effetto riflesso della pandemia forse o forse anche dall’autofinanziamento di due colossi del business americano come Michael Bloomberg e Tom Stayer.

Progressione da record

Anche Joe Biden però ha fatto il suo, con una raccolta fondi da record. La quale, secondo il Center for responsive politics, si attesterebbe già a 938 milioni al 14 ottobre e molto probabilmente sarà la prima a bucare il tetto del miliardo in fund-raising. Per non parlare delle battaglie senatoriali, una delle quali oltre il tetto dei 200 milioni (quella fra il repubblicano Thom Tillis e il suo sfidante dem Cal Cunningham, per il North Carolina). Le vittorie non si fanno coi numeri ma, a quanto pare, la storia sì. Vada come vada, Gop e dem hanno già dato vita a un confronto storico a colpi di investimenti. In mezzo c’è il coronavirus, vero ago della bilancia. Agli americani, il compito di decidere chi sarà il leader che avrà il compito di tirarli fuori dal pantano globale.

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