Ucraina, escalation nel Donbass: “Rischio guerra infinita”

Sale la tensione nel Lugansk, dove avanzano le forze russe, spari anche nel Dontesk: "Severodonetsk nuova Mariupol"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:04
Severodonetsk Donbass
Severodonetsk

Finita la resistenza dell’Azovstal, è il Donbass ora il nuovo fulcro della guerra in Ucraina. L’offensiva russa si estende per tutto il fronte, da Severodonetsk al Lugansk, fra bombardamenti e uso di missili di precisione. Con i quali, secondo le fonti russe, sono stati centrati 13 siti militari in 24 ore, oltre che 4 depositi di munizioni e 3 posti di comando ucraini. Inoltre, secondo l’intelligence britannica, Mosca starebbe schierando lungo il fronte dei tank Terminator di ultima generazione. Lo stesso presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, aveva parlato in giornata di una situazione estremamente difficile, lodando tuttavia la resistenza delle forze ucraine. Non nascondendo, tuttavia, che alcuni contesti potrebbero diventare presto delle nuove sacche di sofferenza estrema.

Escalation nel Donbass

L’amministrazione militare del Lugansk ha fatto sapere che i russi stanno cercando di sfondare a Severodonetsk, dove sono già stati effettuati dei bombardamenti nei quali si sarebbero registrate vittime civili. In questo momento, l’avanzamento sarebbe da quattro direzioni ma, per ora, l’esercito ucraino sarebbe riuscito a difendere la cinta attorno alla città capoluogo dell’oblast’ del Lugansk. I militari russi avrebbero comunque aperto il fuoco anche in altre regioni del Donbass, soprattutto nel Donetsk, provocando 7 morti. Inoltre, strade e ponti di Kherson sarebbero stati minati dagli invasori. Una situazione in peggioramento secondo le autorità ucraine. Anzi, stando alla commissaria ucraina per i diritti umani, Lyudmila Denisova, Severodonetsk “si sta trasformando in una nuova Mariupol”. E c’è anche chi parla del rischio di una “guerra infinita”.

Ucraina nell’Ue, tempi lunghi

Mentre prosegue l’escalation nel Donbass, è stata ribadito il diniego alle trattive sullo scambio di prigionieri fra i combattenti del battaglione Azov e l’oligarca filorusso Medvedchuk. E se il presidente Zelensky parla della loro sorte legata ai negoziati di pace, da Mosca fanno sapere di essere intenzionati ad andare avanti con un processo. Inoltre, in giornata, sia Francia che Germania hanno frenato sull’ingresso rapido dell’Ucraina nell’Unione europea. Dopo il cancelliere tedesco Olaf Scholz, anche il ministro per gli Affari europei di Parigi, Clément Beaune, ha parlato di tempi lunghi: “Bisogna essere onesti. Se diciamo che l’Ucraina entrerà nell’Ue fra 6 mesi, un anno o 2 anni mentiamo. Non è vero. Si tratta senza dubbio di 15 o 20 anni, è molto lunga”.

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