Speranza rinnova le fasce: Bolzano resta rossa, arancioni Umbria, Liguria e Basilicata

L'Alto Adige allenta il lockdown ma resta in fascia a rischio alto. Intanto il governo lavora al Dpcm di Natale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:20

Fasce di rischi rinnovate per tre Regioni e un territorio autonomo. A decretarlo, la firma di un’ordinanza da parte del ministro della Salute, Roberto Speranza, valida fino al prossimo 3 dicembre, a meno di ulteriori cambiamenti nei prossimi giorni. Una delle prime mosse da parte del governo in attesa di un Dpcm che chiarisca definitivamente cosa si potrà fare e cosa no nel periodo di avvicinamento (e anche durante) alle festività natalizie.

L’ordinanza di Speranza

Bolzano, Basilicata, Liguria e Umbria vedono quindi rinnovare le loro misure restrittive, solo la prima delle quali in zona rossa. A ogni modo, secondo quanto previsto finora, al 10 dicembre potrebbe esserci già il passaggio di tutte le zone rosse in fascia arancione, mentre le arancioni dovrebbero diventare gialle. Zone gialle per le quali, tuttavia, si lavora a un nuovo Dpcm. Proprio oggi, peraltro, l’Alto Adige ha revocato il lockdown, disponendo la riapertura dei negozi a fine mese.

Le ipotesi in campo

Una situazione del tutto in divenire, che verrà sbrogliata probabilmente dal prossimo Dpcm, atteso prima della scadenza di quello in vigore. Prevista appunto il 3 del prossimo mese. Un mese esatto alla Vigilia di Natale e ormai pochi giorni per definire una situazione estremamente spinosa per i commercianti e anche per le famiglie, in attesa di capire se verranno consentiti spostamenti fra comuni e regioni. Al momento, vige la raccomandazione del governo a trascorrere feste sobrie, senza cenoni né altri assembramenti, soprattutto di piazza. Per quanto riguarda gli spostamenti tra i vari territori, nella giornata di ieri Conte aveva spiegato che il governo era al lavoro sul tema. “Ma se continuiamo così a fine mese non avremo più zone rosse. Tuttavia, il periodo natalizio richiede misure ad hoc”. Anche il ministro agli Affari regionali, Francesco Boccia, aveva raccomandato di non procedere con grandi raduni, definiti “inopportuni” in una fase in cui vengono registrati mediamente 600 decessi giornalieri per coronavirus.

Chiusura sullo sci

Fra le misure al vaglio del governo, l’estensione del coprifuoco e un allargamento delle maglie per quanto riguarda le attività commerciali. Posizioni ferme, invece, per quanto riguarda il tema degli impianti sciistici. Prima Boccia e poi lo stesso Conte avevano chiuso per quanto riguarda la riapertura, pur se in sicurezza, delle attività alberghiere e impiantistiche delle regioni alpine. Spiegando che, al momento, non ci sono le condizioni per un via libera parziale.

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