Quanto può nuocere il lockdown alla salute dei teenager?

Studio su gruppo sovrappeso, raddoppiate ore di fronte a video

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:32

A colpi di sedentarietà, eccesso di fruizione di TV, tablet e pc, cibo spazzatura la salute dei ragazzi ne sta risentendo particolarmente. L’analisi è frutto di uno studio italiano pubblicato sulla rivista Obesity e condotto presso l’Università di Verona coinvolgendo un gruppo di 50 teenager in sovrappeso di età media 13 anni.

Cosa mostra questo approfondimento medico

La ricerca basato su interviste telefoniche con i genitori, mostra un lato poco sano della necessità di stare a casa, spiega Angelo Pietrobelli dell’Unità di Pediatria: “abbiamo rilevato che lo ‘screen time’ (tempo trascorso davanti a uno schermo), escluse le ore in videolezione, è praticamente raddoppiato rispetto a prima del lockdown (di solito un soggetto di 13 anni sta già 3-4 ore al giorno di fronte a un video)”. Inoltre è emerso che per noia i ragazzi hanno aumentato di uno il numero di pasti della giornata, soprattutto i maschi. In particolare è aumentato il consumo di junk food, ad esempio il consumo di bibite e patatine è praticamente raddoppiato, rileva Pietrobelli. E ancora, “è aumentato il tempo del sonno, quasi di un’ora in più al giorno e il tempo dedicato allo sport si è praticamente azzerato (diminuendo di 2-3 ore settimanali)”.

Cosa bisogna evitare

Pur trattandosi di uno studio preliminare che non ha valutato anche le abitudini di un campione di coetanei di peso normale, il lavoro è il primo a mettere in luce i possibili effetti negativi del lockdown su questa fascia di età già di per sé molto critica, perché segna il passaggio verso l’adolescenza, spiega. I genitori, è l’appello del pediatra, devono essere un modello per i propri figli, cosicché possano seguirli adottando una corretta alimentazione e stili di vita sani. Il genitore, quindi, dovrebbe evitare di comprare junk food, perché sicuramente se questi prodotti non sono reperibili in casa, il loro consumo è disincentivato. Lo studio, conclude Pietrobelli, continuerà a settembre con nuove interviste per intercettare eventuali cambiamenti in concomitanza con la fase 2 e le successive modifiche del quadro attuale.

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