NUOVO ANNO SCOLASTICO: 1.700 ISTITUTI SENZA PRESIDE

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È dietro l’angolo l’inizio di un nuovo anno scolastico, tutto è pronto. O quasi. Infatti sembra proprio che la “Buona Scuola” nazionale faccia acqua da tutte le parti: gli alunni più indisciplinati non potranno nemmeno essere più tenuti a bada con la minaccia: “Ti mando in presidenza!” . Un istituto su 5, in tutta Italia, aprirà l’anno accademico senza preside né direttore. Questo è ciò che denuncia il sindacato di settore Anief: “Ecco come il Miur tradisce la scuola autonoma – accusa Anief – a pochi giorni dall’avvio delle lezioni, una scuola ogni cinque sta per essere affidata dagli Uffici regionali alla gestione di dirigenti e Dsga (Direttore dei servizi generali e amministrativi) di altri istituti”. Inoltre, sottolinea il sindacato, “in tutte le sedi mancherà anche il vicario (ovvero il docente che fa le veci del preside in sua assenza), la storica e preziosa figura cancellata nell’ultima legge di Stabilità per risparmiare un pugno di milioni di euro”. Quindi, i presidi si potrebbero ritrovare a gestire 5-6 istituti dislocati, che potrebbero trovarsi anche a chilometri uno dall’altro.

Parlando di numeri, per un totale di 1.700 istituti scolastici sparsi su tutta la penisola, “l’esito del nuovo anno scolastico si presenta a dir poco problematico – sostiene Marcello Pacifico, segretario Anief-Cisal-Confedir – perché è vero che con le nuove norme sono previsti tre membri dello staff a sostegno del dirigente scolastico”, ma nessuno avrà le piene funzioni di vicario. Con l’aggravante che i docenti, da cui pescare i nuovi collaboratori, si impianteranno con un anno di ritardo. Il potenziamento dell’organico dell’autonomia, infatti, da deliberare attraverso il Collegio e il piano triennale dell’offerta formativa nel prossimo autunno, sarà realizzato concretamente solo dal 2016: per quest’anno, le nomine arriveranno solo a livello giuridico. Il sindacato richiede inoltre un concorso per presidi e direttori dei servizi generali e amministrativi da istituire con urgenza.

“Lo stesso concorso che si attende da quasi vent’anni per il Dsga”, osserva l’Anief, quella figura professionale che – tra le altre cose – gestisce i bilanci delle scuole e il personale Ata, “valorizzata solo nelle norme e mai nei fatti: a oggi, questo ruolo continua a essere coperto dall’abnegazione di migliaia di assistenti amministrativi”, che spesso non hanno la dovuta preparazione, tantomeno gli adeguati compensi, e comunque “vengono caricati di responsabilità enormi e compiti complessi”.

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