Intelligenza artificiale, i ricercatori al governo: servono regole chiare

La comunità scientifica italiana ha chiesto al governo italiano perché continui ad adoperarsi per un testo definitivo dell'AI Act

Foto di Hitesh Choudhary su Unsplash

La comunità scientifica italiana ha lanciato un appello al governo chiedendo che vengano emanate leggi chiare per regolare i modelli linguistici di Intelligenza Artificiale. 

Intelligenza artificiale, i ricercatori al governo: servono regole chiare

Mettere regole chiare sui modelli linguistici generativi di Intelligenza Artificiale, come le chatbots Gpt, già a monte altrimenti si mettono a rischio gli sviluppatori di servizi, in particolare la Piccole e Medie Imprese. È l‘appello lanciato dalla comunità scientifica italiana al governo che è impegnato nel dibattito sulla Regolamentazione Europea sull’Intelligenza Artificiale, l’AI Act, in corso di negoziazione finale. “Come scienziati della comunità dell’Intelligenza Artificiale vogliamo far sentire la nostra voce a sostegno della necessità di regole sui grandi modelli generativi, i ‘foundation model’, nell’ambito della Regolamentazione Europea sull’Intelligenza Artificiale, l’AI Act, in corso di negoziazione finale”, scrivono gli autori della lettera aperta sottoscritta da circa duecento scienziati italiani e internazionali del settore e 6 istituzioni italiane tra cui la Fondazione Faire l’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale.

I recenti sviluppi della IA hanno portato alla nascita di strumenti innovativi e potenti che rivoluzioneranno, e lo stanno già facendo, praticamente ogni settore ma essendo una tecnologia molto nuova esistono anche molte criticità e pericoli, alcuni ancor difficili da valutare. Sono dunque necessarie regole chiare, non per limitare ma per supportare uno sviluppo economico equo di un settore in cui ad oggi i modelli sono detenuti da pochissime grandi aziende straniere. “Regole a monte garantiscono che i pochi grandi sviluppatori forniscano i meccanismi di trasparenza e fiducia per i numerosi ulteriori attori a valle. Altrimenti, gli utenti finali saranno esposti a rischi che gli sviluppatori dei servizi a valle, e le Pmi in particolare, non possono gestire tecnicamente”. I codici di condotta volontari previsti oggi non prevedono sanzioni e sono dunque considerate non sufficienti: “Facciamo quindi appello al governo italiano perché continui ad adoperarsi per un testo definitivo dell’AI Act che includa regole chiare per i modelli generativi, rinforzando il ruolo dell’Europa di avanguardia globale della regolamentazione dell’Intelligenza Artificiale, consentendo di coglierne le opportunità con le migliori salvaguardie per la sicurezza”.

Fonte Ansa