Cei, presto una delegazione visiterà l’Ucraina

I membri del Consiglio Permanente hanno chiesto di vivere un momento di preghiera per la pace durante le celebrazioni della Domenica delle Palme

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:13

“Si sta pensando a un gesto particolare di vicinanza concreto con la visita di una delegazione di vescovi a quelle terre“. E’ quanto ha affermato il segretario della Cei, monsignor Stefano Russo, parlando durante la conferenza stampa conclusiva del Consiglio episcopale permanente della situazione in Ucraina e nei Paesi confinanti. Inoltre, mons. Russo, rispondendo a una domanda dei giornalisti, ha aggiunto: “Per quanto riguarda la delegazione, il presidente Bassetti vedrà come organizzare la cosa e come la cosa si attiverà in modo concreto. Si entrerà in zone di confine, dove più facilmente si trovano tante persone che sono in fuga dall’Ucraina”.

Riconoscere velocemente la protezione ai profughi ucraini

La guerra in Ucraina, che sta provocando morte e distruzione oltre ad alimentare tensioni e inquietudini a livello internazionale, è stata al centro delle riflessioni e delle preghiere del Consiglio Episcopale Permanente che si è riunito a Roma, dal 21 al 23 marzo, sotto la guida del cardinale presidente Gualtiero Bassetti. Nel ribadire la disponibilità all’accoglienza dei profughi e nell’invocare un iter veloce di riconoscimento della protezione temporanea, i Vescovi – che domani, venerdì 25 marzo, si uniranno al Papa per l’Atto di Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria della Russia e dell’Ucraina – si sono soffermati sulla pace, richiamando il magistero pontificio e i documenti della Cei sul tema. Inoltre, hanno formulato la richiesta di manifestare la solidarietà della Chiesa che è in Italia alla Chiesa ucraina con un gesto concreto, la cui realizzazione è stata affidata al discernimento del presidente Bassetti, e di vivere un momento di preghiera per la pace durante le celebrazioni della Domenica delle Palme. E’ quanto riferisce il comunicato finale del Consiglio Episcopale Permanente.

Il dolore e la preoccupazione per quanto sta accadendo in Ucraina hanno attraversato l’intera sessione primaverile del Consiglio Permanente. L’invocazione del presidente Bassetti perché “questa ‘inutile strage’ del nostro tempo sia fermata” è diventata preghiera corale, condivisione di un impegno comune per l’accoglienza dei profughi e per la costruzione della pace. Grande risonanza hanno avuto infatti le parole di papa Francesco, pronunciate dal 23 febbraio a oggi e culminate nell’Udienza di ieri, 23 marzo: “Chiediamo al Signore della vita che ci liberi da questa morte della guerra. Con la guerra tutto si perde, tutto. Non c’è vittoria in una guerra: tutto è sconfitto“. Nei diversi interventi è emersa la necessità di recuperare la tensione all’educazione alla pace centrale nel magistero pontificio e in diversi documenti della Cei. I Vescovi hanno quindi approfondito il tema dell’accoglienza dei profughi, in maggioranza donne e minori, sollecitati dalla testimonianza del direttore di Caritas Italiana, don Marco Pagniello, che ha guidato una delegazione al confine con l’Ucraina, in Romania, Moldavia e Polonia per manifestare la solidarietà della Chiesa che è in Italia. Proprio mentre erano in corso i lavori del Consiglio Permanente, centinaia di cittadini ucraini sono arrivati nel nostro Paese, grazie ai voli umanitari organizzati da Caritas Italiana in collaborazione con Solidaire e il supporto di Open Arms, e presi in carico da una ventina di Caritas diocesane. Mentre si è apprezzata la scelta di un’accoglienza diffusa sul territorio e l’impegno di famiglie, parrocchie e istituti religiosi, comunità greco-cattoliche ucraine, con il coordinamento delle Caritas e il sostegno della Migrantes, in collaborazione con le Prefetture e la Protezione civile, è stato auspicato un iter veloce di riconoscimento della protezione temporanea, per permettere l’inserimento nel mondo del lavoro e l’autonomia, la partecipazione degli alunni alla vita scolastica – in Italia o attraverso il collegamento con le scuole in Ucraina – la tutela sanitaria, la mobilità nel territorio europeo. A questo proposito, si è richiamata l’esigenza di un unico modello convenzionale per tutti i rifugiati che continuano ad approdare nelle nostre terre, evitando disparità di trattamento e avviando un superamento dei Centri di accoglienza straordinaria (Cas) per una scelta di servizi di accoglienza personalizzati nei Comuni. Una preoccupazione particolare è stata segnalata in ordine ai minori non accompagnati o accompagnati da figure adulte o parentali diverse dai genitori, perché sia attivato da subito il percorso con i servizi sociali e il Tribunale dei minori per un affidamento familiare.

Nel corso dei lavori, i membri del Consiglio Permanente hanno chiesto di vivere un momento di preghiera per la pace durante le celebrazioni della Domenica delle Palme e di esprimere vicinanza e solidarietà alla Chiesa ucraina attraverso la visita di una delegazione di Vescovi italiani. Quest’ultima proposta è stata affidata al discernimento del presidente della Cei. Le Diocesi italiane, intanto, si stanno attivando per una giornata di raccolta fondi da inviare alla Caritas, entro il 15 maggio. I Vescovi hanno infine rinnovato l’invito ad intensificare la preghiera perché si ponga la parola “fine” all’atrocità di un conflitto folle. Aderendo alla proposta del Papa, insieme ai presuli di tutto il mondo, domani si uniranno al Pontefice nell’Atto di Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria della Russia e dell’Ucraina.

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