Calcio, Spadafora sulla Serie A: “Se si arriverà in fondo? Non lo so”

Il ministro dello Sport sul campionato italiano: "E' una situazione particolare". E sulle palestre: "Venerdì un protocollo più rigido"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:35

Il nuovo Dpcm ha limitato la pratica dello sport amatoriale ma, al contempo, ha creato qualche spazio di discussione, specie per quanto riguarda le palestre. Un argomento sul quale, in giornata, è intervenuto il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, ospite a “L’aria che tira” su La7: “Venerdì pubblicheremo un protocollo attuativo più rigido per le palestre, che prevede maggiore distanziamento dove non si può usare la mascherina e l’uso di quest’ultima in determinate attività”. Come spiegato dal premier Conte nella sua conferenza di domenica sera, a tali esercizi è stata concessa una settimana per uniformarsi in toto alle disposizioni. Al termine dei giorni di proroga, si valuterà se procedere alla chiusura. Un’eventualità che fa tremare i gestori, già in difficoltà dopo i mesi del lockdown.

Questione Serie A

Ma l’argomento sport fa discutere anche a livelli professionistici. L’andamento dei contagi in Serie A sembra più stabile rispetto a qualche settimana fa e, tutto sommato, sembra che la stagione stia proseguendo influenzata in modo limitato dalla pandemia. A ogni modo, l’occhio sul campionato italiano è sempre vigile: “Il calcio è un’industria molto importante, ma non è che non deve rispettare le regole”, ha detto ancora Spadafora. Secondo il ministro, la Serie A può farcela a superare il periodo di difficoltà ma mantiene il beneficio del dubbio. “Che si arrivi fino in fondo non lo so. È una situazione particolare, di questo deve essere consapevole anche la Lega di Serie A e pensare già ad un piano B o piano C. Io difendo la linea del protocollo che funziona, se viene rispettato. Poi se qualcuno non lo rispetta”.

Spadafora su Juve-Napoli

Spadafora prova a smorzare anche la discussione su Juventus-Napoli. Sul match di Torino di qualche settimana fa, il Giudice sportivo si è espresso decretando la sconfitta a tavolino degli azzurri (rimasti a Napoli su disposizione della Asl 2) e un punto di penalizzazione. I partenopei hanno annunciato ricorso ma il dibattito è proseguito anche al di fuori del mondo del calcio. “De Luca su Juve-Napoli? Inviterei De Luca ad occuparsi del sistema sanitario campano, che non mi pare abbia fatto granché. La Campania è la mia regione, sono molto preoccupato, è stato facile chiudere e per De Luca farsi pubblicità. Però ora non sta reagendo il sistema dei trasporti e quello sanitario, di cui era responsabile la Regione”.

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