BERGOGLIO ABBRACCIA CUBA, “IL MONDO HA SETE DI PACE”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:06

Papa Francesco è arrivato a Cuba. L’aereo partito questa mattina da Roma-Fiumicino è atterrato all’aeroporto internazionale “José Martí” di La Habana alle 21.51 ora italiana. Il Santo Padre è stato accolto dal presidente Raul Castro e dal cardinale Jaime Lucas Ortega y Alamino. Nel corso della cerimonia di benvenuto il successore di Pietro ha pronunciato il suo discorso ufficiale.

“Credo che oggi il mondo sia assetato di pace” ha detto il Pontefice ai giornalisti durante il volo. “Le guerre, i migranti, l’ondata migratoria di persone che fuggono dalle guerre, che fuggono dalla morte”. Bergoglio poi ricordato: “questo è il mio viaggio più lungo”. E ha poi ringraziato i reporter “per quello che farete nel vostro lavoro per costruire ponti: piccoli ponti, ma un ponte dopo l’altro si costruisce la pace. Grazie, buon viaggio e buon lavoro. E pregate per me”.

Al suo arrivo il Papa ha rivolto un discorso alle autorità presenti. Il Pontefice ha auspicato che “la Chiesa continui ad accompagnare ed incoraggiare il popolo cubano nelle sue speranze e nelle sue preoccupazioni, con libertà e con i mezzi e gli spazi necessari per far giungere l’annuncio del Regno fino alle periferie esistenziali della società”. Il Santo Padre ha poi ricordato il ricorrere del primo Centenario dalla proclamazione della Vergine della Carità del Cobre quale patrona di Cuba, da parte di Benedetto XV. La madre di Dio, ha osservato, “ha accompagnato la storia del popolo cubano, sostenendo la speranza che custodisce la dignità delle persone nelle situazioni più difficili e difendendo la promozione di tutto ciò che conferisce dignità all’essere umano”.

“In questi giorni – ha continuato – avrò l’occasione di recarmi al Santuario del Cobre come figlio e pellegrino, a pregare nostra Madre per tutti i suoi figli cubani e per questa amata Nazione, perché percorra sentieri di giustizia, di pace, di libertà e di riconciliazione”. Il vescovo di Roma, inoltre, ha sottolineato che, grazie alla sua posizione geografica, la “vocazione naturale” dell’arcipelago caraibico sia “quella di essere punto d’incontro perché tutti i popoli si trovino in amicizia”. “Da alcuni mesi – ha affermato – siamo testimoni di un avvenimento che ci riempie di speranza: il processo di normalizzazione delle relazioni tra due popoli, dopo anni di allontanamento”. A tale proposito ha rivolto il suo incoraggiamento affinché i “responsabili politici” proseguano “su questo cammino” sviluppando “tutte le sue potenzialità, come prova dell’alto servizio che sono chiamati a prestare a favore della pace e del benessere dei loro popoli, di tutta l’America, e come esempio di riconciliazione per il mondo intero”.

“Affetto, rispetto e ospitalità”. Questi sono stati i sentimenti espressi da Raul Castro nel suo discorso di benvenuto pronunciato dal presidente a “a nome del nobile popolo cubano”. “Abbiamo apprezzato il suo sostegno al dialogo tra gli Stati Uniti e Cuba”, ha detto subito dopo sottolineando che “il ripristino delle relazioni diplomatiche è stato un primo passo nel processo verso la normalizzazione dei rapporti tra i due Paesi che richiederanno la risoluzione dei problemi e riparazione delle ingiustizie”. L’embargo, ha detto Castro, ha causato danni umani e le difficoltà per le famiglie cubane: è crudele , immorale e illegale: E’ necessario rimuoverlo”.

Raul ha ricordato il “memorabile” incontro di maggio in Vaticano che ha dato l’opportunità per scambiare idee e affrontare alcune delle questioni più importanti del mondo”. I popoli dell’America Latina, ha evidenziato il capo di Stato cubano, “puntano a integrarsi in difesa dell’indipendenza e della sovranità sulle risorse naturali e la giustizia sociale. Ma senza dubbio la nostra regione continua ad essere la più iniqua nella distribuzione della ricchezza”.

Secondo Castro “il sistema attuale è ingiusto: ha globalizzato il capitale e fatto del denaro il suo idolo“. L’umanità, in tutto ciò, “è chiamata a prendere consapevolezza della necessità di cambiare i propri stili di vita per distribuire in modo migliore le ricchezze, la conoscenza, e la lotta per far scomparire la fame”. Offende la coscienza umana, ha aggiunto il presidente cubano, ciò che avviene con gli immigrati”. Castro ha ricordato le parole del Pontefice a favore della “solidarietà” e della necessità di lottare uniti contro la diseguaglianza. “E’ per conquistare il diritto alla terra, al lavoro, che c’è stata la rivoluzione cubana – ha continuato – per avere una società più giusta e solidale”. Castro ha aggiunto di aver seguito “con molta attenzione” i pronunciamenti del Papa sui temi sociali e l’enciclica “Laudato sì”, riferita “al futuro, alla salvaguardia del pianeta e dell’umanità”, e ha aggiunto che gli hanno suscitato “una profonda riflessione”. Queste impressioni di Francesco “saranno riferimenti” per Castro nei suoi discorsi al vertice sull’agenda per lo sviluppo Post-2015 all’Assemblea generale dell’Onu, a cui il presidente cubano parteciperà per la prima volta la prossima settimana, e al vertice sul clima a fine anno a Parigi. “Cominciano ad avere una eco crescente nel mondo la sua analisi delle cause di questi problemi e il suo appello alla salvaguardia del pianeta e la sopravvivenza della nostra specie, la cessazione dell’azione depredatrice dei Paesi ricchi e delle grandi multinazionali”.

Dopo il saluto con Castro Bergoglio è salito sulla papamobile per recarsi verso la Nunziatura. Migliaia di persone hanno affollato il bordo dell’autostrada, lunga 18 chilometri che separa l’aeroporto internazionale “Josè Martì” dal centro dell’Avana. La folla ha salutato Francesco sventolando fazzoletti. Il Papa, in piedi, ha risposto con gesti della mano destra, tenendosi con l’altra al sedile.

L’evento iniziale del secondo giorno del viaggio apostolico di Papa Francesco sarà la Messa nella Plaza de la Revolución a La Habana, prevista alle ore 9 (in Italia le ore 15) cui seguirà l’Angelus. Successivamente vi sarà la visita di cortesia al presidente del Consiglio di Stato e del Consiglio dei Ministri della Repubblica nel Palacio de la Revolución. Alle 17.15 (ora locale) Papa Francesco celebrerà i vespri con sacerdoti, religiosi, religiose e seminaristi nella cattedrale della capitale caraibica. Alle 18.30 il vescovo di Roma saluterà i giovani del Centro Cultural Padre Félix Varela.

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