Usa 2020: dalla corte suprema schiaffo a Trump sul voto per posta

In Pannsylvania i voti per posta saranno contati se saranno ricevuti entro tre giorni dall'election day, il 3 novembre

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:46

Schiaffo della corte suprema a Donald Trump e ai repubblicani sul voto per posta, in merito alle prossime elezioni presidenziali, che si svolgeranno in Usa il prossimo 3 novembre. Il repubblicano Donald Trump cerca la riconferma. Il democratico Joe Biden cerca la sua prima vittoria.

Usa 2020 in Pannsylvania

La Corte suprema Usa, il massimo organo di giustizia degli Stati Uniti, ha deciso che in Pannsylvania, uno degli Stati in bilico più importanti per la scelta del presidente, i voti per posta saranno contati se saranno ricevuti entro tre giorni dall’election day, anche se privi di un timbro postale leggibile.

Una vittoria per i dem, perché Trump e il Grand Old Party chiedevano che fossero contate solo le schede consegnate entro l’election day. Il partito repubblicano della Pennsylvania aveva infatti chiesto la sospensione della sentenza di una corte statale, ma per ottenerlo occorrevano 5 voti. Quattro giudici si sono espressi contro ma il presidente John Roberts si è schierato con i tre togati liberali, dando così la vittoria ai democratici.

Amy Coney Barrett

D’altro canto, il risultato “sul filo del rasoglio” suggerisce che la giudice cattolica ed antiabortista Amy Coney Barrett, nominata da Trump a fine settembre scorso, potrebbe giocare un ruolo decisivo nelle dispute elettorali se verrà confermata prima del voto.

Usa 2020: in duello tv microfono spento a turni alterni

Il secondo – ed ultimo – duello televisivo tra Donald Trump e Joe Biden è previsto giovedì notte in Tennessee. Per l’occasione, la commissione per i dibatti presidenziali ha deciso di spegnere il microfono del candidato rivale mentre l’altro sta parlando nei due minuti a lui riservati all’inizio di ciascuno dei sei segmenti di 15 minuti di discussione. Questo, al fine di evitare che il confronto degeneri in una caotica rissa, come accadde durante la prima sfida a Cleveland.

Staff Trump critico

La decisione dei microfoni spenti a turni alterni per alcuni fasi del dibattito, oltre alla presenza di una conduttrice sospettata di essere legata ai dem e l’esclusione della politica estera dal dibattito hanno indispettito lo staff del presidente, sempre più critico verso il secondo ed ultimo duello tv di giovedì notte in Tennessee, definito “fazioso“.

I temi

Questi i sei temi scelti da Keisten Welker: la pandemia, le famiglie americane, la questione razziale, il cambiamento climatico, la sicurezza nazionale e la leadership. Ieri, in un comizio in Arizona, il presidente ha definito la anchor Keisten Welker una “democratica radicale“. Sempre ieri, il suo staff ha accusato gli organizzatori del confronto per aver escluso dai temi la politica estera.

Lo “Hunter Biden Gate”

Il campaign manager di Trump, Bill Stepien, ha inviato una lettera alla commissione per i dibattiti presidenziali sostenendo che le due campagne avevano già concordato che il focus dell’ultima sfida sarebbe stata la politica estera, accusando gli organizzatori di tentare di “proteggere Joe Biden dalla propria storia” per i conflitti di interesse del figlio Hunter. Lo staff si riferisce al recente scandalo legato la figlio: l’Fbi sta infatti indagando sul figlio di Joe, Robert Hunter Biden, per corruzione nell’ambito di una inchiesta su una presunta corruzione dei Biden in Ucraina, risalente al 2014.

Coronavirus

La campagna di Biden ha contrattaccato ricordando che le due campagne avevano invece concordato mesi fa che sarebbe stato il moderatore a scegliere gli argomenti. “La campagna di Trump – ha spiegato, riportato da Ansa – sta mentendo ora perché il presidente teme di dover rispondere ad altre domande sulla sua disastrosa risposta alla pandemia“.

Gli Usa hanno superato la soglia dei 220 mila morti per coronavirus, continuando ad essere la Nazione più colpita a livello globale. Secondo il bilancio della Johns Hopkins University, i decessi sono stati finora 220.046. I casi positivi totali, ad oggi, superano gli 8 milioni (8.150.595).

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