Usa, Fbi indaga sul figlio di Joe Biden, Hunter, per corruzione

Le autorità federali indagheranno sulle presunte email del figlio di Joe Biden, Robert Hunter Biden, svelate dal New York Post

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:43
Joe Biden e il figlio Robert Hunter Biden

Le autorità federali indagheranno sulle presunte email del figlio di Joe Biden, Robert Hunter Biden, svelate nei giorni scorso con uno scoop dal New York Post. Lo riporta l’emittente Nbc citando alcune fonti, secondo le quali gli investigatori esamineranno se le email sono legate a un’operazione di intelligence straniera o meno.

Le mail di Hunter

il 14 ottobre scorso il New York Post ha rivelato che, nel dicembre del 2019, l’Fbi aveva sequestrato un disco rigido appartenente a Hunter Biden nell’ambito di una inchiesta su una presunta corruzione dei Biden in Ucraina, risalente al 2014.

Ucraina

Nello specifico, Robert Hunter Biden sembra che quell’anno abbia presentato a suo padre un importante dirigente di Burisma Group, un’azienda produttrice di petrolio e gas cipriota, operante sul mercato ucraino dal 2002, dove Hunter Biden ricopriva il ruolo di consigliere di amministrazione. Non sarebbe un grosso problema se non fosse che il candidato democratico ha sempre negato con forza di aver parlato con il figlio dei suoi affari all’estero. Voce però smentita dalle mail pubblicate dal New York Post.

Twitter

Ieri, Twitter e Facebook hanno bloccato l’account della portavoce della Casa BiancaKayleigh McEnany, per aver condiviso la notizia del New York Post sui rapporti tra Hunter Biden,  Joe Biden – il concorrente democratico alla corsa presidenziale – e la società ucraina.

Fb e Twitter hanno fermato la diffusione del presunto scoop del New York post in attesa di verificarne la veridicità. Questa la motivazione dei sue colossi social, sempre più apertamente schierati contro la governance repubblicana.

“L’hanno bloccata perché cercava di diffondere la verità” ha commentato il presidente Usa Donald Trump durante un comizio in Iowa. McEnany, dal canto suo, ha parlato direttamente di “censura” che non dovrebbe avere posto in America.

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