Sciopero nazionale dei tassisti nelle principali città italiane

I tassisti hanno indetto la sospensione del servizio per il 5 e il 6 luglio per protestare contro l'articolo 10 del ddl Concorrenza

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:06

Forte adesione allo sciopero nazionale di 48 ore dei tassisti che protestano contro l’articolo 10 del ddl Concorrenza, che apre il settore ai servizi di mobilità digitali, nelle principali città d’Italia. Una frangia di tassisti, dopo la fine del corteo, si è diretta sotto Palazzo Chigi, molti di loro hanno cominciato a tirare bottigliette d’acqua di plastica in mezzo alla strada. “I tassisti come servizio pubblico nel Ddl Concorrenza non ci devono stare. Vogliamo che sia concluso l’iter legislativo pubblicato in Gazzetta nel 2019 che disciplina il settore contro l’abusivismo”. Lo ha detto il responsabile nazionale di Usb taxi, Riccardo Cacchione, dal palco di Piazza Venezia.

Bellanova

“Abbiamo due anni pesantissimi alle spalle, perdere giornate di lavoro e creare disservizio per gli utenti è qualcosa che non dobbiamo permetterci. Se c’è un tavolo di confronto il mio metodo è: mi siedo e non mi alzo fino a quando non si raggiunge una intesa. Limitiamo il danno, riportiamo il confronto nella sede propria, sapendo che il Parlamento dovrà normare non per penalizzare ma per aiutare”, ha dichiarato la viceministra delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili Teresa Bellanova, intervenendo a Radio 1. “Nel testo che presentiamo in Parlamento, se c’è l’intesa con le parti, intendiamo distinguere il ricorso alle piattaforme tecnologiche di intermediazione da quelle di interconnessione”, ha detto Bellanova, spiegando che “le prime sono quelle gestite da altri soggetti a pagamento, le seconde sono quelle che attualmente utilizzano anche molti tassisti. Nel momento in cui c’è la distinzione c’è anche la possibilità, per i tassisti, di aderire a una o a tutte e due le piattaforme, ma questo non può essere impedito. Si tratta di una maggiore efficienza per la categoria e una maggiore disponibilità per l’utenza”. “Il governo non è intenzionato a fare lo stralcio dell’articolo 10 del ddl concorrenza, ma è disponibile a portare avanti il confronto per chiarire meglio e puntualizzare”, ha detto ancora Bellanova. “Al tavolo di ieri con i sindacati dei i – ha spiegato – ho invitato le parti a rinviare lo sciopero di oggi per continuare a lavorare e definire meglio il testo dell’articolo 10 del ddl Concorrenza”. “Stiamo lavorando per chiarire e rendere trasparente l’obiettivo del governo, che non è mettere in difficoltà la categoria dei tassisti, o fare norme mettendo in contrapposizione una categoria all’altra, ma di pensare a un servizio che deve essere qualitativamente sempre più elevato, per soddisfare il bisogno di reddito dei lavoratori e anche il diritto, dei cittadini, a una mobilità efficiente”, ha affermato a Radio 1 la viceministra delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili. “Pensiamo – ha proseguito – a una funzione integrativa e complementare degli autoservizi pubblici non di linea. Devono essere inseriti nella programmazione delle Regioni come servizi anche per garantire l’ultimo miglio. Non c’è una brutale liberalizzazione, ma una maggiore forza per il settore e per gli utenti”

“Adesione al 100%”

A Milano il primo dei due giorni di sciopero nazionale contro il dl Concorrenza l’adesione allo sciopero è altissima. “Da noi l’adesione è al 100%” spiega Alessandro Casotto, presidente del radiotaxi 028585 a cui aderiscono 1700 tassisti. Un numero cospicuo considerando che a Milano le licenze sono poco più di 4.800 e nell’area conurbata (quella che comprende il bacino aeroporturale) 5.300. “Non ci sono macchine. Facciamo solo le corse del servizio sociale (che servono ad esempio a portare disabili o persone fragili in ospedale). In realtà, c’è chi si lamenta della mancanza di auto bianche davanti all’Istituto dei Tumori. E qualcuno, soprattutto turisti, si lamentano all’uscita della stazione o dell’aeroporto di Linate e Malpensa. Oggi la manifestazione è a Roma, domani sarà anche nelle altre città. “Ai tassisti non piace scioperare ma siamo esasperati” sottolinea Casotto, invitando ad andare a vedere le tariffe dei privati (leggi Uber) che in questi “giorni sono triplicate se non di più mentre noi abbiamo una tariffa ed è sempre quella con tassametri piombati. Veramente non comprendiamo – ha aggiunto – le ragioni per smantellare un servizio che è fra i migliori d’Europa e spero che altre categorie in difficoltà ci seguano: anche loro dovrebbero scendere in piazza”.

“Risposta corale”

E’ quasi totale, a Napoli, l’adesione allo sciopero di 48 ore. I disagi maggiori si stanno registrando nella zona di piazza Garibaldi e del molo Beverello. La risposta della categoria nel capoluogo campano, spiega Raffaele Serpico di Unimpresa, “è stata corale, così come sta avvenendo a Roma ed in altre città italiane”. Lo sciopero è stato proclamato per 48 ore “ma ovviamente – aggiunge Serpico – sono garantiti i servizi essenziali”.

Genova

Tra gli 869 tassisti genovesi si registra adesione pressoché totale allo sciopero nazionale. Poche le telefonate alla centrale operativa della Cooperativa Radio Taxi Genova, che garantisce i servizi essenziali di trasporto sociale per le categorie più fragili, anziani, disabili e malati. “Qualche disagio è inevitabile, ma la cittadinanza era informata sullo sciopero e, a parte qualche malumore, ci sta dimostrando comprensione” fanno sapere dalla Cooperativa. Oltre al presidio in corso nella centralissima Piazza De Ferrari, una rappresentanza dei tassisti è presente anche all’Aeroporto di Genova, per fornire informazioni utili ai viaggiatori e assicurare il servizio per le fasce deboli.

Torino

Corteo di 200 tassisti oggi nel centro di Torino, da piazza Vittorio a piazza Castello. contro il ddl Concorrenza. “Ora basta devono ascoltarci”, grida un portavoce. In testa alla lunga colonna di auto uno striscione con la scritto “Taxi Torino” e cartelli contro il premier Mario Draghi. “Il ddl concorrenza è un modo per affossare la categoria in favore delle multinazionali. Chiediamo lo stralcio dell’articolo 10 in quanto, dovesse passare, diventeremmo schiavi di algoritmi – spiegano i tassisti torinesi – Abbiamo licenze, e abbiamo fatto sacrifici per averle. Non vogliamo che tutto ciò venga distrutto per fare un favore alle multinazionali”. Una delegazione dei tassisti è stata ricevuta in prefettura.

Firenze

Taxi fermi anche a Firenze. Al momento, si segnala dagli stessi tassisti, diverse criticità, soprattutto in aree molto frequentate dai turisti come la stazione ferroviaria di Santa Maria Novella e l’aeroporto di Peretola. “L’adesione è pressoché totale”, ha dichiarato Simone Antei, presidente del Taxi 4242. Anche Leonardo Bisori, del sindacato Ugl taxi, ha parlato di “adesione di tutta categoria”.

Nelle Marche

Una quarantina i taxi, provenienti dalla provincia di Ancona (Ancona, Falconara, Osimo, Senigallia, Castelferretti e Jesi) che hanno partecipato alla manifestazione oggi nel capoluogo con presidio in Piazza della Repubblica e poi un corteo fino al piazzale della Stazione ferroviaria di Ancona. “Nessun disagio” fa sapere Luca Bocchino, referente del comparto trasporti persone, merci e taxi della Confartigianato Imprese Ancona, Pesaro Urbino, “sono stati, e saranno garantiti per i due giorni di sciopero, i servizi minimi previsti per legge, con una quota fra il 20 e il 30% di mezzi rimasti a disposizione del trasporto sociale (per anziani, disabili e portatori di handicap). Un’altra ventina di mezzi ha partecipato invece al presidio a Pesaro. “Nelle Marche – spiega Bocchino – 200 tassisti rischiano, con le liberalizzazioni, di veder sfumare anni di sacrifici con cui hanno costruito le loro imprese, le cui licenze sono state acquistate. Si tratta di un settore regolamentato che rischia di sparire lasciando spazio, come avvenuto anche in altri paesi europei, al monopolio dei grandi colossi”. “I tassisti – fa notare – sono alfieri del territorio e custodi della comunità, si tratta di operatori che se si imbattono in un problema durante il servizio contribuiscono a segnalarlo. Le associazioni di categoria concordano sulla necessità di migliorare il servizio, un tema sul quale abbiamo sempre cercato di aprire un confronto con il governo, senza però essere ascoltati. Ora non si può pensare di azzerare queste imprese”.

Palermo

“A Palermo è stata massima l’adesione allo sciopero nazionale proclamato a livello nazionale. Il 100% dei tassisti è rimasto fermo. Abbiamo solo garantito delle corse di emergenza per pubblica utilità. L’articolo 10 del Ddl Concorrenza è un attacco alla nostra categoria. I miei colleghi l’hanno compreso e domani organizzeremo un corteo per le vie di Palermo fino alla prefettura per garantire la sopravvivenza ai 400 tassisti palermitani”. Davide Rosato segretario provinciale dell’Uritaxi, la sigla più rappresentativa a Palermo spiega i motivi della protesta contro la liberalizzazione del settore. Una protesta che oggi e domani ha già provocato e provocherà disagi agli utenti non solo in città ma anche nei collegamenti con l’aeroporto. “Per fare i tassisti – aggiunge – dobbiamo garantire mezzi efficienti. Ci dobbiamo sottoporre regolarmente agli esami alcolemici e tossicologici, dobbiamo ogni anno rinnovare le licenze. Ogni volta che un cliente chiama sa che auto arriva e il nome del tassista. Tutto questo con le applicazioni delle multinazionali non ci sarà più. Non solo – aggiunge – Anche sul fronte prezzi la nostra categoria garantisce tariffe che sono certe. Basta andare sull’applicazione di Uber ed è facile notare che le tariffe per l’aeroporto vanno da 64 euro per la formula Block e 94 euro per la formula Van, noi con il taxi sharing offriamo una tariffa di 8 euro a persona. Anche i tassisti si sono attrezzati e hanno le applicazioni e le piattaforme tecnologiche con le quali è possibile prenotare la corsa”.

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