Prove di coalizione nel centrodestra

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:37

Mentre il governo 5stelle-Pd si appresta ad iniziare il suo cammino, nel centrodestra i leader ridisegnano le alleanze a  livello nazionale e regionale. Silvio Berlusconi lavora per riannodare il filo del dialogo con Matteo Salvini e Giorgia Meloni, assicurando ogni sforzo per tenere unita la coalizione ed “includervi i movimenti di destra” anche con la proposta di un tavolo comune per concertare l'opposizione al governo Pd-M5S-Leu. Le ricadute di questo big bang politico di fine estate arrivano fino alle amministrazioni locali.

Effetto domino nelle regioni

Il cambio di maggioranza in Parlamento ridisegna il quadro politico nazionale e regionale. Nelle Marche, dove si voterà per le regionali il prossimo anno, il governatore Pd, Ceriscioli potrebbe non essere ricandidato. Sono in corso grandi manovre, con al centro il sindaco renziano di Pesaro, Matteo Ricci, per riproporre nelle Marche l’alleanza del governo nazionale tra 5 stelle e Pd individuando un candidato che metta d’accordo i due partiti. Il centrodestra, intanto, sta suddividendo i candidati regionali tra le tre forze che lo compongono. Già l’Abruzzo è andato a Fratelli d’Italia e se Giorgia Meloni riuscisse a convincere Salvini e Berlusconi il candidato nelle Marche della coalizione potrebbe essere l’ex sindaco di Ascoli Piceno, Guido Castelli, ex Forza Italia, attuale responsabile degli enti locali di Fratelli d’Italia e con importanti incarichi nazionali nell’Anci, l’associazione dei comuni.  

Come fare opposizione

“Uno strappo difficile da ricucire ma su cui si cerca di lavorare – puntualizza LaPresse -. Matteo Salvini e Silvio Berlusconi comunicano a distanza, l'uno in piazza e l'altro nella sala della Regina di Montecitorio, tanto per marcare la differenza. Il centrodestra esiste, o meglio sopravvive, e continua a farlo proprio in vista delle elezioni regionali di ottobre in Umbria e di gennaio in Emilia Romagna”. I due leader si incontreranno, assicurano sia da Lega che da Fi, anche se l'appuntamento non è stato ancora fissato ma potrebbe materializzarsi nel week end a Milano (non ad Arcore). “Forza Italia vive una fase di difficoltà e deve evitare il rischio di essere schiacciata dall'asse Lega-Fdi, rinsaldatosi in piazza – sottolinea LaPresse -. Ma può sfruttare i numeri, ancora importanti, in parlamento, bottino che nè Salvini né Meloni possono snobbare. Non è un caso, infatti, l'altro passo in avanti del leader del Carroccio che, dopo aver rimarcato l'importanza della squadra del centrodestra, ha aperto al coordinamento parlamentare della coalizione proposto da Berlusconi per una opposizione seria ed efficace: “Non c'è problema, ma un conto è fare opposizione e un conto è costruire il futuro”, afferma il leader leghista, Salvini. è l'avvertimento.  “

Sovranisti o europeisti?

Salvini non può di certo accettare diktat da un partito che ancora deve ritrovarsi, che perde i pezzi (i quattro parlamentari passati al Misto per seguire Giovanni Toti, oltre a quelli che continuano a bussare alla porta di Meloni) e che non ha ancora deciso cosa vuole fare da grande – puntualizza LaPresse -. L'opposizione “istituzionale” non regge, viene riferito, e non ha l'appeal che invece traspare da quella piazza definita “comprensibile” dalla stessa Mara Carfagna ma che poco si sposa con i valori liberali e moderati di Forza Italia. Un partito in cerca di autore o di una idea, che per ora lascia decantare la forza mediatica della protesta “sovranista” e cerca di organizzarsi”. Un punto di partenza potrebbe essere proprio questo incontro a due, forse a tre con Meloni, per suggellare il patto già scritto sulle regionali e magari trovare con comune denominatore per rilanciare la coalizione. “In casa leghista però sono numerosi i sospetti su manovre poco chiare all'interno dei gruppi parlamentari di Fi – precisa LaPresse -. In transatlantico si rumoreggia su operazioni di aggregazione tra i renziani, pronti a costituire un gruppo proprio in Camera e Senato, e i forzisti più allergici a una supremazia a Salvini, tra cui Mara Carfagna”. Anche se la Carfagna ha smentito diverse volte l'ipotesi.

Un tavolo per ricostruire

“Il centrodestra dovrà ristrutturarsi, è un’esigenza sotto gli occhi di tutti. Io sono molto fiera di FdI, che per tutti i sondaggi è ormai il secondo partito della coalizione”, sostiene la presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni. “Il centrodestra si sta ricomponendo sulle posizioni che Fratelli d’Italia ha sempre coerentemente tenuto: mai con il Partito democratico, mai con il Movimento 5 Stelle”, sostiene il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida. “Deve tornare il bipolarismo. Salvini e Meloni appoggino il tavolo del centrodestra, l’opposizione si fa in Parlamento, se come primo atto chiami la piazza manifesti debolezza. E’ inutile in questo momento scatenare la piazza, proviamo a far cadere il governo in Parlamento”, avverte Giorgio Mulè, deputato e portavoce di Forza Italia -. Dopo il 4 marzo c’era la possibilità di creare una maggioranza di centrodestra. I responsabili per fare questa maggioranza c’erano, li avevamo già trovati, ma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha ritenuto che non fosse adeguato la formazione di una maggioranza guidata da Salvini e formata da transfughi di altri partiti. E aggiunge: “Nuovo bipolarismo? Noi ci crediamo da 25 anni nel bipolarismo, fu Berlusconi ad avviare la seconda Repubblica proprio sui patti di coalizione” .

Dal Trentino alla Sicilia

Riguardo le parole di Salvini sul centrodestra (“Non possiamo essere quelli del ’94”), il portavoce di Forza Italia ribatte: “Non dobbiamo introdurre l’opportunismo in una coalizione che governa dal Trentino alla Sicilia. Berlusconi ha lanciato l’idea di istituire il tavolo comune dell’opposizione del centrodestra con Lega e Fdi. Questo significa che adesso i capigruppo si siedono e danno vita a un’opposizione armoniosa, che sia efficace e mandi a casa il prima possibile questo governo. Il centrodestra deve fare, non parlare. In piazza ci si va quando c’è un attentato alla democrazia”.

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