Minacce sui social, il presidente della Lombardia Fontana sotto scorta

Il legale del presidente della Lombardia sta preparando un fascicolo da presentare alla Procura di Milano

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:52

La Prefettura di Varese ha deciso di assegnare la scorta al presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, in seguito alle minacce ricevute in relazione alla gestione dell’emergenza sanitaria causata dal coronavirus. La notizia anticipata da La Stampa, è stata confermata all’Agi dal legale Jacopo Pensa che sta preparando un dossier da presentare in Procura sulle frasi denigratorie ricevute dal suo assistito, soprattutto sui social.

Fontana: “Non ho chiesto io la scorta. Continuo a lavorare per i lombardi”

“Alcuni quotidiani oggi scrivono che mi è stata assegnata la scorta. Confermo la notizia e sottolineo che non si tratta di una richiesta, ma di una decisione posta in essere dalle autorità competenti. Per me non cambia nulla, il mio lavoro prosegue con la stessa determinazione di sempre. Per il bene dei lombardi e della Lombardia”. E’ quanto ha scritto il presidente della Lombardia, Attilio Fontana su Facebook.

Le minacce e il fascicolo

“Stiamo raccogliendo decine e decine di minacce sui social network, sono tantissime e fanno parte di questo clima d’odio”. Lo ha spiegato l’avvocato Jacopo Pensa, difensore di Attilio Fontana, il Governatore lombardo che da due giorni è sotto scorta per le intimidazioni ricevute in questi giorni, non solo sul web, ma anche con due murales con scritto “Fontana assassino” e firmati dai Carc (Comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo). Il legale ha chiarito che nei prossimi giorni finirà di completare la raccolta delle minacce on line (dove compaiono post con su scritto anche “Fontana devi morire” o “devi fare una brutta fine” e nei quali si contesta la gestione dell’emergenza sanitaria) e poi depositerà una denuncia in Procura a Milano, dove è già aperta l’indagine del capo del pool dell’antiterrorismo milanese Alberto Nobili sulle scritte dei Carc. Antagonisti che, tra l’altro, hanno rivendicato più volte di essere gli autori dei murales e si sono detti “pronti” ad azioni dello stesso genere.

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