Migranti fantasma: tre cooperative del Cuneese truffavano sull’accoglienza

Guardia di Finanza: "Comportamenti particolarmente odiosi da parte dei responsabili delle cooperative, tra cui lo sfruttamento del lavoro"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:12
Migrante impiegato in agricoltura (immagine di repertorio)

Tre cooperative della provincia di Cuneo sono accusate di aver truffato lo Stato per 317 mila euro. Secondo gli inquirenti, le cooperative avrebbero attestato sui documenti la presenza di migranti richiedenti asilo incassando i 35 euro al giorno previsti dal ministero dell’Interno anche se i migranti non c’erano.

La legge

In base alle vigenti norme, il pagamento del corrispettivo da parte della Prefettura deve avvenire sulla base delle presenze riepilogate in appositi prospetti mensili e sottoscritte dai legali rappresentanti delle citate cooperative. In caso di assenza dell’ospite dalla struttura nessun compenso è ovviamente dovuto.

La truffa ai danni dello Stato – quantificata in più di 300 mila euro – è seguita all’accertamento di quasi 10 mila indebite assenze di migranti. Per tali motivi, il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Cuneo ha denunciato 4 persone. Si tratta dei responsabili delle tre cooperative.

Sfruttamento del lavoro

Nello specifico, dalle indagini della Finanza coordinata dalla Procura di Cuneo è emerso che un centro di accoglienza gestito da una delle cooperative a Montezemolo (Cuneo) era operativo sulla carta (ma in realtà era in stato di abbandono) per incassare il denaro. I dieci migranti presunti ospiti venivano usati per “mansioni lavorative presso privati”.

Alcuni erano anche stati “arbitrariamente trasferiti in Liguria per svolgere attività lavorative in campo edilizio e cura e manutenzione del verde” con “compensi al di fuori di ogni norma di legge, senza autorizzazioni o contratti”.

I militari hanno evidenziato “comportamenti particolarmente odiosi in capo ai responsabili, tra cui lo sfruttamento del lavoro“. Sono stati sequestrati beni per equivalente del profitto di reato: oltre 300 mila euro.

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