Salvini: “Piano da 30 miliardi per la flat tax”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:53

Prosegue l'onda lunga del trionfo elettorale della Lega, con il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, che cavalca gli strascichi del post-voto e, in pieno clima di totonomine, torna a toccare i temi principali previsti dal programma di governo, tenendo presente che “la priorità è abbassare le tasse”. E allora il vicepremier, in una diretta su Facebook, parla di “trenta miliardi di euro, questa è la proposta documentata centesimo per centesimo che siamo pronti a portare in Consiglio dei ministri e in Parlamento studiata dagli economisti della Lega” per la “riduzione fiscale, la 'tassa piatta' sui redditi delle imprese e delle famiglie almeno fino a 50mila euro”. Salvini ha assicurato che “non tasseremo la casa, non tasseremo i conti correnti e non aumenteremo l'Iva”.

Spread

A proposito di Europa, Salvini si è detto convinto che “lo spread aumenta perché c'è chi tiene sotto scacco l'Italia e vuole che resti ancorata a regole vecchie”. Secondo il vicepremier “l'Italia ha un'economia sana. Gli italiani devono essere messi in grado di competere. Siamo tutti uguali? Non si capisce perché qualcuno debba speculare sulla pelle del Paese e degli italiani e qualcun altro debba pagarne le conseguenze”. E, rivolgendosi direttamente ai vertici europei, si è augurato che “non arrivino letterine”, sostenendo che questo tempo per i “signori di Bruxelles” sia “finito”, così come quello “dei richiami, del 'tu sei stato cattivo e vai dietro alla lavagna e rimani precario o disoccupato per 10 anni perché è questa la regola europea'. Riprendiamoci il diritto alla crescita e al futuro”.

Letterine

A ogni modo, sulla questione “letterine” Salvini resta guardingo: “Vediamo se arriva e ci multano per i debiti del passato chiedendoci 3 miliardi. Vi pare che in un momento storico in cui c'è una disoccupazione giovanile del 50% in alcune regioni italiane, in cui dobbiamo assumere in fretta medici e infermieri, da Bruxelles qualcuno in nome di regole del passato ci chieda 3 miliardi di multa e a settembre 20 miliardi di aumento di tasse? Ogni mia energia sarà usata per cambiare queste regole vecchie e superate. Il voto di domenica è stato una sfiducia nei confronti dell'Europa fondata sui tagli. Ora, se vogliono, i leader si mettono al tavolo e mettono al centro il lavoro, il tasso di disoccupazione, l'economia reale rispetto allo spread e alla finanza”.

Conte a Bruxelles

Sul fronte politico interno, il successo netto della Lega non produrrà come eco un ultimatum a Di Maio e che, visto il risultato ottenuto a Roma, il Carroccio si farà trovare pronto in caso di un governo della Capitale: “Io da ministro per i romani sto cercando di fare di tutto, mandando poliziotti, telecamere, facendo direttive. Poi il giudizio sul sindaco lo danno gli elettori quando votano”. Per quanto riguarda la questione nomine, lì si giocherà un'altra partita importante per il nostro Paese, con il presidente del Consiglio Conte che ha partecipato al vertice informale dei capi di Stato e che ha allontanato qualsiasi ipotesi di sensazione di commissariamento: “Commissariato da chi? Salvini ha sempre fatto parte delle forze del mio governo. Perché dovrei sentirmi commissariato? Adesso dobbiamo lavorare: c'è l'azione di governo che ci aspetta. Abbiamo in cantiere tantissime iniziative e dobbiamo rilanciare l'azione di governo”.

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