Salvini: “Pacchia finita per chi fa business di clandestini”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:52

Ieri sera il Governo ha incassato il sì alla questione di fiducia posta sul decreto legge sicurezza. Oggi l'esame del testo arriva alla Camera, dove entro oggi è previsto il voto finale. Matteo Salvini, ministro dell'Interno e fautore del provvedimento, commenta su Twitter: “Troppi si sono arricchiti per troppo tempo con business dei clandestini. Con il decreto Salvini per i finti buoni dell'accoglienza la pacchia è finita. A sinistra si agitano e protestano? Bene. Abbiamo solo cominciato a rimediare al disastro causato al Paese dai loro governi”. E in effetti nel centrosinistra il dl è accolto con umori tutt'altro che felici. “Il decreto insicurezza di Salvini è peggio della Bossi Fini. Hanno ragione i Sindaci: sarà una bomba sociale (100mila irregolari in due anni) e lascerà le persone più deboli e meno sicure #ladridifuturo”. Cosiì su Twitter il candidato alla segreteria del Partito Democratico Maurizio Martina.

Arci: “Così si raccolgono i frutti avvenelnati del razzismo istituzionale”

Duro il commento dell'Arci. Si legge in una nota: “Dopo aver messo a tacere con la fiducia alleati e intero Parlamento”, ci si accinge ora a “raccogliere i frutti avvelenati del razzismo istituzionale con questo provvedimento che racchiude tutto l’odio verso i migranti”, afferma l’Arci, convinta che “gli effetti della nuova legge saranno pessimi, per il Paese e per le persone: adesso le città saranno più insicure, le comunità locali e i sindaci si troveranno a gestire più disagio sociale e un numero crescente di irregolari, dovranno far fronte a più conflitti, a una lacerazione sociale maggiore, che sappiamo essere foriera di paure, di una maggiore diffusione del razzismo”. Secondo l'Arci ora le persone immigrate “saranno costrette a nascondersi, a lavorare in nero, saranno ricattate e sfruttate perché rese più deboli da una legge che impedisce loro di avere un titolo di soggiorno, che inibisce la possibilità di vivere dignitosamente nel nostro Paese, anche quando ce ne sarebbero le condizioni”.

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