Morto Francesco Saverio Borrelli, magistrato di Mani Pulite

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:47

Lutto nel mondo della magistratura. È morto a 89 anni Francesco Saverio Borrelli, giudice del pool di magistrati di Mani Pulite, che da qualche tempo era ricoverato presso l'hospice dell'Istituto Tumori di Milano. Napoletano classe 1930, era entrato in magistratura nel 1955 ed aveva svolto la sua carriera professionale presso i tribunali di Milano. Alla fine della sua carriera, Borrelli aveva svolto l'attività di capo dell'ufficio indagini della FIGC.

Il volto della giustizia

Il magistrato Borrelli è legato ad inchieste giudiziarie capitali per lo Stato italiano. Il suo nome è incluso tra quello dei giudici dell'inchiesta Mani pulite, mentre oltre dieci anni più tardi, con la nomina a capo delle indagini della Federazione italiana gioco del Calcio nel 2006, si lega allo scandalo nel mondo del pallone. Borrelli ha sempre confessato il suo amore per la giustizia. Celebre il discorso che pronunciò nel 2002 nella vesti di procuratore generale della Corte d'Appello: “Resistere, resistere, resistere, come sulla linea del Piave”.

 

Uomo appassionato

Con un lungo post su Facebook pubblicato qualche giorno fa, la figlia Federica ha ricordato Borrelli uomo, padre devoto e marito amorevole: “Mi vedo seduta sulla canna della tua bicicletta azzurra, sento ancora il freddo dell'acciaio sulle mie gambe infantili, vedo le mie mani grassocce che stringono il manubrio, come mi dicevi tu, per non cadere e non sbilanciarci. Ricordo l'ansia del distacco quando mi lasciavi all'asilo per consegnarmi alla signorina Carla. Ma non solo… ricordo le prime versioni di latino tradotte insieme, ricordo il tuo aiuto magico per il maledetto Isocrate e per i filosofi greci, anche all'Università, ricordo il regalo di maturità, le gite sui Monti della nostra Courmayeur, i litigi, le sgridate, l'ultima pochi giorni prima del matrimonio, ricordo che non hai mai smesso di trasmettere tutto ciò che per te valeva la pena trasmettere. Nel mio momento più buio ci sei stato, amorevole, quando nacque Sofia, quando mi sono ammalata mi hai portato in giro per capire cos'era questa maledetta malattia. Mi mancano il tuo arguto senso critico, che si parlasse di filosofia, letteratura, musica, storia e arte. Mi manca il suono del tuo pianoforte che giace orfano del tuo talento, come orfani siamo noi” ha scritto la figlia. Il magistrato era anche un appassionato di musica lirica: assiduo frequentatore del Teatro alla Scala di Milano, nel 2007 era stato nominato Presidente del Conservatorio di Milano in ossequio al suo talento e al suo amore per la musica.

Protagonista di questo Paese

“Borrelli è stato protagonista di questo Paese e ha saputo negli ultimi anni esprimere un secco revisionismo su quell'azione che ebbe risvolti politici a tutti noti. Seppe fare un'analisi obiettiva” è la prima reazione di Bobo Craxi, figlio dell'ex premier socialista Bettino Craxi. Ricordando l'attività del magistrato all'Ansa, Craxi ha menzionato anche tutti quei magistrati che “svolsero un'azione politica che loro stessi consideravano rivoluzionaria e i presupposti rivoluzionari non hanno il problema di dover applicare i manuali”.

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