Missione in Libia per Moavero Milanesi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:25

Missione lampo in Libia per il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, sbarcato a Tripoli per quella che è la sua prima visita nel Paese nordafricano. Ad annunciare il volo oltre il Mediterraneo è stata la stessa Farnesina che, in una nota, ha fatto sapere del viaggio di Moavero per incontrare il presidente Fayez Serraj, il suo vice Ahmed Maitig (a Roma fino a ieri) e al titolare degli Esteri libico, Siala. Come specificato dalla Farnesina, l'intento del ministro è di “riordinare complessivamente i vari pezzi del puzzle libico: i temi della lotta ai trafficanti di migranti e gli impegni contro il terrorismo possono avere successo solo se ripartono gli sforzi per stabilizzare il quadro politico, facendo ripartire il lavoro di mediazione delle Nazioni Unite”.

La missione di Moavero

Come detto, si tratta del primo viaggio ufficiale in Libia per il nuovo ministro degli Affari esteri, in una sorta di continuazione dell'impegno italiano con il Paese nordafricano avviato dai colloqui ripetuti dell'ex titolare del dicastero dell'Interno, Minniti, con i leader territoriali e nazionali dell'area libica. Moavero discuterà i dettagli politici dell'accordo stipulato dal governo italiano con il ministro Salvini, il quale si è impegnato a fornire nuovi mezzi navali alla Marina e alla Guardia costiera della Libia. Proprio il capo del Viminale, il 25 giugno scorso, si era recato in Libia per far visita ai centri lungo le coste e pianificare il nuovo corso di assistenza navale al governo libico.

La situazione in Libia

La forte instabilità politica della Libia non ha mancato di riflettersi anche sul dramma dell'immigrazione, con i centri dislocati lungo l'intera area costiera ormai al collasso e continue partenze di gommoni, con sensibile incremento delle morti in mare negli ultimissimi mesi. Uno scenario istituzionale precipitato dopo la morte di Muammar Gheddafi, con l'avvio della contesa fra le fazioni di Tripoli, il governo ufficiale riconosciuto dall'Onu, e quello di Tobruk, in Cirenaica, guidato dal generale Haftar. A questo, va unita la forte influenza dei leader locali, delle varie città e delle varie regioni.

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