Legge di Stabilità: passa al Senato la fiducia sul maxiemendamento

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:25

Passa al Senato la fiducia chiesta dal Governo sul maxiemendamento alla Legge di Stabilità. I sì sono stati 162 i no solo 37. Al termine della maratona notturna, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi ha rigraziato senatrici e senatori per la “lezione di politica agli ostruzionisti”. Nella stessa occasione palazzo Madama ha incardinato in Aula la riforma elettorale, la cui discussione generale comincerà mercoledì 7 gennaio, alle 16. La decisione non è stata presa all’unanimità dalla Conferenza dei capigruppo, ma è stata posta ai voti in Aula. L’obiettivo dell’esecutivo era che fosse il primo argomento all’ordine del giorno del Senato alla ripresa dopo le feste, senza aspettare l’approvazione della Commissione Affari Costituzionali dove incombono 16 mila emendamenti.

Per quanto riguarda il maxiemendamento sulla manovra si sono registrate tensioni in Aula quando è stata posta la questione di fiducia. Secondo il M5S: “nel testo sono stati infilati all’ultimo momento modifiche per assecondare gli interessi dei lobbisti che affollano in queste ore il Parlamento”. Rincaro Pellet, Istituto tecnologico Genova, Italia Lavoro, Salva Piemonte, Italia Expo, Tempa Rossa, deroghe per i dirigente Mef; Telesina, siti di interesse nazionale, sono alcuni dei capitoli messi in evidenza dai pentastellati.

Alla fine, sono un po’ meno di venti le misure che sono state cancellate durante l’esame incrociato di Palazzo Chigi-Tesoro-Ragioneria dello Stato: si va dall’albo unico dei consulenti finanziari allo stop al pagamento delle accise per carburanti e alcolici rubati passando per le nuove assunzioni per il Parco del Gran Paradiso e l’indicazione della priorità per la tratta ferroviaria Roma-Pescara. E per alcune norme che saltano altre però restano, nonostante le polemiche, come nel caso della Cig in deroga per la pesca. La speranza – viene però riferito – è che il compromesso sia sufficiente per evitare che in Aula i lavori vadano per le lunghe, facendo slittare l’ok a dopo Natale.

 

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