La Camera accoglie la mozione del Pd contro Visco. Interviene il Quirinale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:30

Scoppia la polemica dopo il “Sì” dell’Aula della Camera dei Deputati alla mozione del Pd sulle iniziative di competenza del governo in merito alla nomina del Governatore della Banca d’Italia, come riformulato su richiesta del governo. Una mozione vista da molti come un vero e proprio attacco del Partito Democratico contro l’attuale governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, che il 31 ottobre conclude il suo mandato. Nel testo accettato dalla Camera, il Pd chiede al governo di impegnarsi in prima persona nel trovare “una figura idonea per una nuova fiducia” osservando che “l’efficacia dell’azione di vigilanza della Banca d’Italia è stata, in questi ultimi anni, messa in dubbio dall’emergere di ripetute e rilevanti situazioni di crisi o di dissesto di banche, che avrebbero potuto essere mitigate nei loro effetti da una più incisiva e tempestiva attività di prevenzione e gestione”. Una richiesta approvata dai parlamentari con 213 sì e 97 no. Sale la tensione con Palazzo Chigi, ma dal Quirinale anche Mattarella fa sentire la sua voce. Secondo fonti parlamentari, il presidente della Repubblica avrebbe ricordato che “le decisioni su Bankitalia devono essere ispirate ad esclusivi criteri di salvaguardia dell’autonomia e dell’indipendenza dell’Istituto”.

La mozione

Alla Camera passa con 213 voti a favore, 97 contrari e 99 astenuti la mozione del Pd che impegna il governo a scegliere come vertice della Banca d’Italia una “figura più idonea a garantire nuova fiducia all’Istituto”. Respinte le mozioni Alberti, Busin, Paglia, Zanetti e Rampelli, su cui Palazzo Chigi aveva dato parere contrario. Solo sulla mozione Fregolent il governo aveva dato un parere favorevole, a patto che venissero riformulate alcune premesse; modifiche accolte dal Partito Democratico. In questo testo si sostiene che la nomina del governatore di Bankitalia è una scelta molto delicata anche perché “l’efficacia dell’azione di vigilanza della Banca d’Italia è stata, in questi ultimi anni, messa in dubbio dall’emergere di ripetute e rilevanti situazioni di crisi o di dissesto di banche’, che ‘avrebbero potuto essere mitigate nei loro effetti da una più incisiva e tempestiva attività di prevenzione e gestione“. Anche se nella mozione non si fa alcun esplicito riferimento all’attuale capo di Bankitalia, Ignazio Visco, alcune forze politico vedono in questo testo un attacco del Partito Democratico al governatore.

Fregolent: “Il Pd non ce l’ha con Visco”

“Attacco” smentito direttamente dalla vicepresidente dei deputati Pd, Silvia Fregolent, che spiega ai microfoni di “6 su Radio 1” il documento di cui è la prima firmataria, volto a non rinnovare l’incarico del di Visco: “Non ce l’abbiamo con lui, altrimenti avremmo scritto in maniera trasparente il nome di Visco. Noi non abbiamo voluto creare nessun conflitto – ha prosegue – perché altrimenti avremmo presentato una mozione che sfiduciava Visco come hanno fatto Lega e Cinque Stelle, tra l’altro avendo anche i voti di l’astensione di Forza Italia e Mdp che oggi criticano sui giornali l’azione del Pd”. Sul coinvolgimento del governo nel fallimento di Banca Etruria e di alcune banche venete, l’onorevole Fregolent specifica: “Che il governo non abbia vigilato sulle banche, non è vero, non spettava al governo vigilare. Chi doveva vigilare è un istituto che si chiama Banca d’Italia. Quando si dice che le istituzioni devono essere rispettate, noi le rispettiamo, ma noi siamo anche le istituzioni, siamo il Parlamento, siamo un partito popolare che cerca di essere a contatto con i cittadini e i problemi dei cittadini di questi anni, creditori Banca Etruria, Banche venete, li abbiamo visti, abbiamo visto i loro occhi, siamo andati noi a parlare con loro, non ci sono andate altre persone”.

Bankitalia: “Agito in contatto con governo”

Immediata la risposta di Bankitalia, che fa sapere: “Nella sua azione l’Istituto ha agito in continuo contatto col governo“. Da palazzo Koch ribadiscono che la Banca d’Italia “fa interamente il suo dovere nelle diverse funzioni che svolge, applicandovi competenza e coscienza. In particolare nella vigilanza bancaria, in questi anni segnati dalla più grave crisi economica della storia moderna d’Italia, ha difeso il risparmio nazionale limitando i danni. Questi non potevano non esserci, data la gravissima condizione dell’economia”. “La Banca d’Italia sottometterà ogni documento rilevante per i lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta e il governatore Ignazio Visco – concludono – è pronto a essere ascoltato dalla Commissione quando essa vorrà”.

Quirinale: “Scelte siano ispirate dall’interesse per il Paese”

Sulla vicenda interviene anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, secondo il quale le prese di posizione riguardanti la Banca d’Italia devono “essere ispirate a esclusivi criteri di salvaguardia dell’autonomia e indipendenza dell’Istituto nell’interesse della situazione economica del nostro Paese e della tutela del risparmio degli italiani”. A riferirlo è l’agenzia Reuters, che cita fonti del Quirinale. Questi principi, spiega la stessa fonte, devono “attenersi l’azione di tutti gli organi della Repubblica, ciascuno nel rispetto del proprio ruolo”.

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