Charlie Hebdo colpisce ancora: polemiche

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:12

Charlie Hebdo continua a far discutere. Stavolta il periodico satirico francese colpisce la tragedia del Ponte Morandi di Genova. Nell'ultima edizione del settimanale, la copertina lega il crollo del ponte alla crisi dell'immigrazione. L'immagine è una vignetta su sfondo giallo che mostra il ponte spezzato in alto a sinistra mentre a terra, tra le macerie e un'auto appena precipitata, c'è una persona di colore che spazza il suolo con una ramazza: “Costruito dagli italiani… – scrive Charlie Hebdo – … pulito dai migranti”. Tra coloro che hanno attaccato il giornale satirico, il viceministro ai Trasporti, il ligure Edoardo Rixi: “Il giornale francese Charlie Hebdo è senza vergogna e riesce a superare ogni limite nel cattivo gusto. Questa sarebbe satira? Per me c'è solo una parola: SCHIFO”, scrive su Facebook. Qualche giorno fa qualcuno in Rete aveva fatto circolare una falsa copertina della testata del settimanale satirico: una carreggiata obliqua sulla quale scivola un'auto verso il precipizio, che per contrappeso innalza un bottino di soldi, e in alto la bandiera italiana.

La copertina di cattivo gusto dopo il sisma di Amatrice

Nel 2016, proprio in questo periodo dell'anno, fece molto scalpore un'altra copertina di Charlie Hebdo. Era il 31 agosto e con i soccorritori ancora al lavoro per cercare gli ultimi dispersi del terremoto di Amatrice, i vignettisti francesi pubblicavano una copertina dal titolo “Terremoto all'italiana”. L'immagine mostrava due persone insanguinate e altre sepolte a strati, come se fossero il ripieno della pasta, con la dicitura: “Penne al sugo di pomodoro, penne gratinate, lasagne”. Un'immagine davvero di cattivo gusto, che spinse il Comune di Amatrice a querelare il giornale. Ritenne opportuno intervenire anche l'Ambasciata di Francia in Italia, che in una nota scrisse: “Per quanto riguarda la satira giornalistica, le opinioni espresse dai giornalisti sono libere. Il disegno di Charlie Hebdo non rappresenta la posizione della Francia“.

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