Trump ad Abbas: “Ambasciata Usa a Gerusalemme”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:15

Donald Trump va avanti sul riconoscimento (da parte di Usa) di Gerusalemme come capitale di Israele, sfidando le ire palestinesi. Nel corso di una telefonata ha informato il presidente dell'Anp, Abu Mazen, della sua sua intenzione di spostare l'ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme“.

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Abbas ha ammonito Trump “dei pericoli di una tale decisione sul processo di pace, sulla sicurezza e la stabilità nella regione e nel mondo”. Abu Mazen ha ribadito, secondo quanto riferito dal portavoce presidenziale Abu Rudeina alla Wafa, che “non ci può essere nessuno Stato palestinese senza Gerusalemme est come capitale, in conformità con le risoluzioni di legittimità internazionale e l'iniziativa di pace araba”. Il presidente, ha aggiunto Abu Rudeina, “continuerà i suoi contatti con i leader mondiali per prevenire azioni inaccettabili”.

Possibile rinvio

Ma, secondo la Cnn, la decisione di Trump potrebbe slittare ancora. A provocare un rinvio rispetto ai tempi previsti sarebbe la discussione apertasi all'interno della Casa Bianca in seguito alle pressioni degli alleati, dalle cancellerie europee a quelle dei Paesi arabi. In particolare si starebbe valutando come controbilanciare la decisione tenendo conto anche delle istanze dei palestinesi.

Mondo arabo in fermento

La comunità internazionale, del resto, non ha nascosto la sua preoccuapazione per una decisione che potrebbe infiammare gli animi in Medio Oriente. L'Arabia Saudita, principale alleato degli Stati Uniti nel mondo islamico, ha detto senza mezzi termini che la mossa “irriterebbe i sentimenti dei musulmani di tutto il pianeta”. Secondo Riad diritti dei palestinesi su Gerusalemme “non possono essere cambiati”, aggiunge la nota. Il segretario generale della Lega araba, Ahmed Aboul Gheit, da parte sua ha invitato Trump a “evitare qualsiasi iniziativa capace di mutare lo status giuridico e politico di Gerusalemme”, sottolineando “la minaccia rappresentata da un tale passo per la stabilità della regione“. “Siamo riuniti non per provocare sentimenti” ostili “ma per mettere in guardia sulle pericolose ricadute di questa fase”, ha detto Gheit in un discorso alla riunione straordinaria dell'organizzazione dei paesi arabi al Cairo. L'Egitto ha avvertito l'annuncio sullo status di Gerusalemme avrebbe “probabili ripercussioni pericolose sulla situazione regionale e il futuro del processo di pace”. Per il presidente turco Recep Tayyip Erdogan il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele rappresenterebbe “una linea rossa per i musulmani” che potrebbe portare alla rottura delle relazioni diplomatiche della Turchia con Israele.

Venti di guerra

Di fronte alle crescenti minacce di Hamas, che ha già annunciato una ripresa dell'intifada, il sistema di difesa israeliano si sta preparando per una “possibile violenta” rivolta palestinese in Israele, principalmente a Gerusalemme. La polizia israeliana, lo Shin Bet e il comando centrale dell'esercito – riferiscono i media d'Israele – hanno tenuto in questi giorni numerose riunioni in tal senso.

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