Terremoto in Messico: danni per 2 miliardi di dollari, rabbia contro i politici

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:40

Ammontano a 2 miliardi di dollari i danni provocati dal terremoto che ha colpito il Messico. Il presidente Enrique Pena Nieto ha precisato che 370 milioni di dollari sono necessari negli Stati di Oaxaca Chiapas, colpiti dal sisma di magnitudo 8.1 dello scorso sette settembre in cui sono morte 100 persone. Il resto sarà necessario per la ricostruzione dopo la scossa di magnitudo 7.1 del 19 settembre che ha interessato la regione di Città del Messico e provocato la morte di 337 persone, 200 delle quali nella capitale.

Nel Paese del Centro America non si placano, intanto, le polemiche riguardanti il modo in cui la classe politica ha affrontato quella che viene considerata una vera e propria tragedia nazionale. Quando il governatore dello stato messicano di Morelos, Graco Ramirez, ha visitato la città di Zacatepec – una delle più colpite dal terremoto della scorsa settimana, che nello stato stesso ha causato la morte di 74 persone – è stato accolto da fischi, grida e insulti dei residenti.

Contro Ramirez – del Partito della Rivoluzione Democratica (Prd, centrosinistra, all’opposizione) – è stata lanciata la peggiore delle accuse, quella di aver ostacolato l’invio di assistenza di emergenza per i terremotati, per cercare di trarre un profitto politico dalla situazione. E’ stato Ramon Castro, vescovo di Cuernavaca – la capitale di Morelos – a denunciare che Ramirez aveva deviato tre camion della Caritas verso magazzini di emergenza della sua amministrazione, e ha chiesto a tutti i dirigenti politici di “non anteporre i propri interessi a quelli di un popolo che soffre”.

L’insofferenza dell’opinione pubblica di fronte a una classe dirigente che ha reagito in modo molte volte maldestro alla tragedia del terremoto è sfociata in una petizione online all’Istituto Nazionale Elettorale (Ine) per chiedere che i partiti “versino come dono alle vittime dei terremoti il denaro che riceveranno per le loro campagne elettorali”: una proposta che è stata appoggiata da oltre un milione e mezzo di messicani in meno di 24 ore. L’Ine ha già stanziato quasi 7 miliardi di pesos – equivalenti a circa 400 milioni di dollari – per le elezioni generali che si terranno nel luglio del 2018. Con questi fondi, sostengono i promotori dell’iniziativa, si potrebbero costruire almeno 8 ospedali con le migliori attrezzature o più di 1300 scuole nel Paese.

La reazione dell’opinione pubblica è stata tale che i principali partiti si sono dati subito da fare. Il Partito della Rivoluzione Istituzionale (Pri, al governo) e il Partito di Azione Nazionale (Pan, opposizione di centrodestra) hanno già annunciato che si riuniranno con l’Ine per studiare come “donare i fondi della campagna elettorale, senza simulazioni né opportunismi”. Andrés Lopez Obrador, precandidato presidenziale del Movimento di Rinnovamento Nazionale (Morena, opposizione di sinistra) ha già annunciato che il 20% del budget elettorale del suo partito sarà destinato all’assistenza per i terremotati e alla ricostruzione dei centri più colpiti.

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