Stop delle compagnie ai voli sul Golfo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:45

Non solo le compagnie americane: gli spazi aerei dell'Iran diventano provvisoriamente tabù anche per altri cinque colossi dell'aviazione civile, come Lufthansa, British Airways, Klm, Qantas e anche Alitalia. Un divieto imposto dai vertici per scongiurare qualsiasi rischio durante il sorvolo sul Paese mediorientale (in particolare l'area sensibile dello Stretto di Hormuz e del Golfo di Oman), in virtù delle tensioni crescenti fra Teheran e Washington, rese ancor più palpabili dalle recenti accuse lanciate dal governo italiano relative alla violazione del proprio spazio aereo da parte degli Stati Uniti, con tanto di drone abbattuto. Solo uno dei tanti fattori di instabilità che stanno caratterizzando l'area del Golfo Persico, con Donald Trump che, nelle scorse ore, ha reso noto di aver predisposto un attacco mirato sul suolo iraniano, salvo ripensarci e annullarlo. Notizia che, naturalmente, ha incrementato l'escalation di tensione fra i due Paesi, già fortemente sollecitata dal rafforzamento del contingente americano nell'area del Golfo e la miccia accesa dal caso delle due petroliere andate a fuoco la scorsa settimana.

La crisi sfiorata

Lo stop ai voli sul Mare di Oman certifica ancora una volta la preoccupazione che orbita attorno alla questione Usa-Iran, precipitata dopo la decisione del presidente americano Donald Trump di svincolarsi dall'accordo sul nucleare firmato da Obama, accentuando in breve tempo una crisi che, tra i due Paesi, non si vedeva dalla fine degli anni 70, con la crisi degli ostaggi e la chiusura definitiva del polo diplomatico americano in Iran. Livelli prossimi a essere raggiunti o comunque sfiorati se è vero che, come affermato dall'inquilino della Casa Bianca, era già stata valutata l'ipotesi di un'offensiva mirata contro Teheran. Nel frattempo, colui che cura gli interessi americani a Teheran, l'ambasciatore svizzero Markus Leitner, pare sia stato convocato al Ministero degli Esteri dal miistro Mohammad Javad Zaris il quale, attraverso il suo portavoce, ha fatto sapere quello che il governo aveva già ribadito a più riprese: nessuna volontà di guerra da parte dell'Iran ma nemmeno nessuna tolleranza ad aggressioni. Un avvertimento che conferma la crisi sfiorata ma che resta sui toni dell'aut aut.

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