Spagna, i socialisti tenteranno un governo da soli

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:00

In una giornata di affluenza record in Spagna, dove si è votato per il rinnovo del Parlamento e per capire a chi sarebbe stato affidato il nuovo corso del governo o se sarebbe stato confermato il precedente, a vincere sono le sinistre, con i socialisti del Psoe al 28,9% ma senza i numeri per ottenere una maggioranza (123 i deputati eletti). Una cosa certa, che conferma quanto ipotizzato dai sondaggisti alla vigilia, è che i sovranisti di Vox entrano in Parlamento con il 12,1% dei voti prendendo 24 seggi. Anche il resto rispetta più o meno le aspettative: il Psoe del presidente uscente, Pedro Sanchez, è il primo partito e centra la maggioranza relativa, mentre il leader dei Popolari, Pablo Casado, arriva al secondo posto. I socialisti tenteranno di formare un governo da solo, ha detto alla radio Cadena Ser la vicepremier del Psoe Carmen Calvo. Sánchez, dal canto suo, ha assicurato: “Questa è l'unica condizione: il rispetto della Costituzione”. Infine, il leader socialista ha garantito che il nuovo governo sarà filo-europeo e si impegnerà per rafforzare l'Europa e non per denigrarla.

Affluenza record

Stando ai dati, la crescita è risultata evidente in quasi tutte le regioni, Catalogna inclusa (dove è stato registrato un +12%), per un complessivo che supera il 75,7%, un balzo rispetto alle precedenti elezioni. A monitorare l'andamento delle votazioni è stato il sito Youtrend, secondo il quale anche nei Paesi Baschi sale l'afflusso alle urne, mentre resta indietro l'Andalusia. Non è stato subito chiaro, sul momento, chi potesse beneficiare dell'affluenza alta in determinate regioni, anche se secondo i sondaggisti inquadravano in Santi Abascal (un basco), il leader di Vox, il possibile beneficiario. Salivano al contempo anche le quotazioni di Ciudadanos, visto il boom dei votanti avuto in Catalogna.

Gli sfidanti

Ventitremila collegi nelle 52 province spagnole, con i cittadini spagnoli al voto a partire dalle 9 del mattino. E' la prima volta che la Spagna si trovava di fronte alla possibilità di un exploit dell'ultradestra, con Abascal e Vox che già alla vigilia venivano dati come in forte ascesa, anche se la sfida per la leadership del governo appariva più una questione fra il premier uscente, Pedro Sanchez (il primo a recarsi al voto, alle 9.30), e il leader dei popolari, Pablo Casado. I socialisti, alla fine, non hanno risentito del calo di affluenza alle urne in Andalusia, tradizionale bacino di voti per il Partito. Più a margine, il Podemos di Pablo Iglesias (dato indietro nei sondaggi), e il candidato di Ciudadanos, Albert Rivera. Gli occhi di tutti, però, erano puntati su Abascal (fuori dal Parlamento nella scorsa legislatura) dal momento che, come già successo in altri Paesi europei, le idee oltranziste dell'estrema destra rischiavano di ottenere un gran numero di consensi o, in ogni caso, costituire una forte coalizione con le altre due destre. Scenario plausibile che, puntualmente, ha avuto riscontri al voto, con Vox che si aggira sui 24 seggi in Parlamento.

Il voto dei 36.893.976 gli elettori chiamati a decretare i 350 deputati e i 208 senatori, darà il via alla tredicesima legislatura spagnola, dalla ricostituzione della democrazia nel 1977.

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