Rigurgiti razzisti in Canada. Musulmani nel mirino a Saguenay

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:27

Atti xenofobi di inaudita gravità contro la minoranza musulmana hanno sconcertato la popolazione della tranquilla Saguenay, cittadina canadese a 500 km a nordest di Montreal. Un gruppo anonimo di centrodestra, autoproclamatosi “Nazionalisti di Saguenay”, hanno gettato sangue di maiale sulle pareti della piccola moschea locale e attaccato cartelli lungo le strade che avvisavano che si stava entrando in una “città bianca”. La polizia locale indaga. È però al momento impossibile sapere se dietro a tali azioni si nasconda un gruppo numeroso e in crescita oppure sia opera di una sparuta minoranza poiché i membri operano in anonimato. Ad oggi, non ci sono stari arresti né fermi da parte delle forze dell’ordine. La popolazione della regione, conosciuta per i suoi bellissimi paesaggi e per il fiordo su cui si affaccia la città, è prevalentemente di lingua francese e di religione cattolica. Tra il 2003 e il 2012 ha accolto solo 1.150 dei 360.000 immigrati entrati in Québec. Nel paese, fondato da coloni francesi 150 anni fa, non esiste un partito di estrema destra e l’intera Nazione, connotata dalla presenza di numerose etnie, non aveva finora vissuto episodi di xenofobia.

La popolazione di Saguenay si dice sconcertata. Sono in molti a disapprovare l’accaduto e ritengono si debba trattare dell’opera di una minoranza razzista che non rappresenta il profondo sentimento di accoglienza degli abitanti. L’imam della cittadina, Brahim Rerhrhaye, nato in Marocco e trasferitosi a Saguenay più di 30 anni fa, asserisce con convinzione che in Québec le persone, a parte qualche pregiudizio, siano “per lo più molto curiose” e cordiali. Anche il signor Bégin, insegnante in pensione, è convinto che Saguenay, anche se potrebbe essere un terreno fertile per le idee di estrema destra, “questa regione è abitata da abbastanza persone aperte al mondo per contrastare tale odioso sentimento xenofobo”. Speriamo che il caso di Saguenay sia solo un fenomeno isolato e non l’inizio di conflitti interni alla regione di natura razzista.

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