Razzi da Gaza e raid di Israele: 23 morti in un giorno

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:00

Cresce sempre più la tensione nella Striscia di Gaza dove, l'uccisione di Baha Abu al-Ata, uno dei leader del gruppo Palestinian Islamic Jihad (Pij), e di sua moglie da parte di Israele – lo scorso 12 novembre con un raid mirato – ha provocato il lancio di oltre 200 razzi dalla Striscia verso i territori israeliani. Le sirene di allarme sono risuonate anche a Tel Aviv e nel centro del Paese, aeroporto compreso. Al momeno, il bilancio di questa nuova escalation di scontri, parla di 23 palestinesi morti e il ferimento di oltre 50. Alcune fonti, come riportato dall'Ansa, riferiscono che fra le vittimi ci sono anche dei civili. 

Netanyahu: “Determinati a combattere e a proteggere noi stessi”

“Sarebbe meglio per la Jihad capire ora, credo che il messaggio stia cominciando a passare. Devono comprendere che noi continueremo a colpire senza pietà. Siamo determinati a proteggere noi stessi”, ha dichiarato il premier Benjamin Netanyahu all'inizio di una riunione straordinaria del governo, aggiungendo che se la Jihad “pensa che le salve di razzi o i colpi ci indeboliscano, sbaglia”. 

La situazione a Gaza

A causa dello scontro, che sembra essere il più grave da mesi, le strade a Gaza appaiono deserte. Le scuole di tutti i livelli sono rimaste chiuse, così come gran parte dei negozi, fatta eccezione per fornai, farmacie e pochi empori. Nelle strade circolano vetture dotate di altoparlanti che diffondono nei vari quartieri le identità degli uccisi nei raid israeliani. In diversi rioni sono state erette “tende di lutto” dove i familiari dei caduti ricevono i conoscenti. La maggiore agitazione è intorno agli ospedali, dove è stato proclamato lo stato di emergenza. Le autorità hanno invitato la popolazione ad agire con cautela e a segnalare tempestivamente alle forze di sicurezza i luoghi colpiti dai raid israeliani, perché siano ispezionati. In particolare, hanno aggiunto, è necessario che la popolazione non dia credito ad informazioni infondate che vengono diffude ad arte sul web “su iniziativa di Israele”. 

 

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