Raid Usa su aeroporto Baghdad: ucciso il generale iraniano Soleimani

ULTIMO AGGIORNAMENTO 6:29

Gli Stati Uniti hanno ucciso il comandante iraniano, Qassem Soleimani, su ordine di Donald Trump, durante l'attacco all'aeroporto di Baghdad, in Iraq, uomo chiave del regime degli ayatollah – e altre 7 persone. I feriti sono almeno 12 soldati iracheni oltre a diversi civili. Lo riferiscono media iracheni, citati dal Jerusalem Post. Lo scalo è stato chiuso ed il traffico aereo è stato interrotto. Il Pentagono ha reso noto che Soleimani è stato ucciso per proteggere gli americani all'estero:  “Il generale Soleimani stava mettendo a punto attacchi contro diplomatici americani e personale in servizio in Iraq e nell'area”, afferma il Pentagono confermano il raid e assumendosene la responsabilità. “Il generale Soleimani e le sue forze Quds sono responsabili della morte di centinaia di americani e del ferimento di altri migliaia”, aggiunge il Pentagono, precisando che il generale iraniano è stato anche il responsabile degli “attacchi contro l'ambasciata americana a Baghdad negli ultimi giorni”. Il raid punta a essere un “deterrente per futuri piani di attacco dell'Iran. Gli Stati Uniti continueranno a prendere tutte le azioni necessarie per tutelare la nostra gente e i nostri interessi del mondo”, mette in evidenza il Dipartimento della Difesa. Dopo l'attacco all'aeroporto di Baghdad e la morte di Soleimani, il presidente Usa Donald Trump ha twittato una foto della bandiera americana. Intanto l'ambasciata degli Stati Uniti a Bagdad tramite una nota sollecita i cittadini americani a “lasciare l'Iraq immediatamente”. “I cittadini americani partano per via aerea dove possibile, altrimenti raggiungano altri Paesi via terra”. 

Il raid

Intorno alla mezzanotte, ricostruisce Repubblica, alcuni missili hanno distrutto un convoglio delle Pmu, le Forze di mobilitazione popolare irachene, che stavano accompagnando all’aeroporto una delegazione dei Guardiani della Rivoluzione di Teheran. Due auto sono state incenerite, ammazzando cinque esponenti del movimento iracheno e due iraniani. Tra le vittime, oltre a Soleimani, anche il leader delle Pmu Abu Mahdi Al-Muhandis, il numero due delle Forze di mobilitazione Popolare (Hashd al-Shaabi), la coalizione di milizie paramilitari sciite pro-iraniane attive in Iraq e l’uomo che il 30 dicembre ha spronato la folla ad assaltare l’ambasciata americana. Teheran ha confermato la morte di Soleimani. “Le Guardie Rivoluzionarie annunciano che il glorioso comandante dell'Islam, Haj Qassem Soleimani, dopo una vita di schiavitù, è morto martire in un attacco americano contro l'aeroporto di Baghdad questa mattina”, hanno detto in una dichiarazione letta dalla televisione di Stato iraniana.

Rapporti tesi

L'uccisione di Soleimani rischia di avere ripercussioni profonde nei rapporti tesi fra Washington e Teheran, in Medio Oriente ma anche negli Stati Uniti. I parlamentari americani, infatti, non sono stati avvertiti dell'attacco, ha reso noto in un comunicato il deputato democratico Eliot Engel. Il raid eseguito in Iraq contro l'iraniano Qassem Soleimani “ha avuto luogo senza alcuna notifica o consultazione con il Congresso”, recita la nota: Soleimani era “la mente di una grande violenza” e ha “il sangue degli americani sulle sue mani”. Tuttavia, ha proseguito, “intraprendere un'azione di questa gravità senza coinvolgere il Congresso solleva seri problemi legali ed è un affronto ai poteri del Congresso nella sua veste di ramo paritetico del governo”. Critiche a Trump piovono anche dall'interno: “Donald Trump ha gettato “dinamite in una polveriera” con l'attacco che ha ucciso il generale iraniano”, ha detto il candidato alla Casa Bianca, Joe Biden, temendo una forte escalation di violenze. Secondo gli analisti, scrive Agi, quella del generale è una figura unica e non sostituibile per il regime iraniano, già alle prese con una crisi interna. Nessuno, però, è in grado di valutare quali potrebbero essere le conseguenze della sua uccisione. “Il desiderio di vendicarlo sarò immenso”, ha scritto su Twitter il professor Vali Nasr, docente di relazioni mediorientali alla John Hopkins University. 

Khamenei

“L'atto di terrorismo internazionale degli Stati Uniti con l'assassinio del generale Soleimani, la forza più efficace nel combattere il Daesh, Al Nusrah e Al Qaida, è estremamente pericolosa e una folle escalation”, afferma il ministro degli Esteri iraniano, Javad Zarif: “Gli Stati Uniti si assumeranno la responsabilità di questo avventurismo disonesto”. L'attacco segue le tensioni degli ultimi giorni, con ore e ore di guerriglia con diversi tentativi di penetrare il compound che ospita la sede diplomatica Usa nella capitale irachena, la cui torretta all'ingresso principale è stata data alle fiamme. La Guida Suprema Ali Khamenei ha chiesto tre giorni di lutto in Iran affermando che l'uccisione del generale Qassem Soleimani raddoppierà la motivazione della resistenza contro gli Stati Uniti e Israele. “Il lavoro e il cammino del generale iraniano non si fermeranno e una dura vendetta attende i criminali, le cui mani nefaste sono insanguinate con il sangue di Soleimani e altri martiri dell'attacco della notte scorsa”, ha detto Khamenei. 

Israele 

Israele ha elevato lo stato di allerta dopo aver appreso dell'uccisione di Soleimani, considerato nello Stato ebraico come il principale artefice da molti anni della sistematica penetrazione militare dell'Iran in vari Paesi della Regione. Nella nottata la radio militare ha interrotto i programmi normali per trasmettere primi aggiornamenti sulla sua morte. Secondo l'emittente, il premier Benyamin Netanyahu potrebbe abbreviare la visita che sta conducendo in Grecia e rientrare oggi stesso in Israele.

Balzo del petrolio

Sul piano economico, si è rilevato un balzo del petrolio dopo l'attacco all'aeroporto di Baghdad e la morte del generale: il prezzo del petrolio è subito salito di oltre il 4% sui mercati asiatici. Anche il Wti – il “light sweet crude” il punto di riferimento americano per il greggio – sale ai massimi degli ultimi quattro mesi e rivede quota 63 dollari. Il greggio Brent, benchmark europeo, per marzo ha guadagnato il 4,4% a 69,16 dollari. 

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