Presidenziali in Francia: Marine Le Pen prepara la “Frexit”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:21

Un referendum sulla “Frexit” entro sei mesi dall’eventuale elezione, poi l’uscita dalla Nato e dall’euro per tornare al franco. Marine Le Pen ha inaugurato con un comizio a Lione la campagna elettorale del Front National per le presidenziali in Francia con un programma fortemente nazionalista grazie al quale tenta la scalata all’Eliseo. “L’Unione Europea è un fallimento – ha affermato – occorre ritrovare una sovranità”. Nel caso venisse eletta, Le Pen intende avviare una trattativa con Bruxelles e dopo sei mesi al massimo, in caso di esito insoddisfacente, è pronta a ricorrere alla consultazione popolare per lasciare l’Unione.

L’altro tema caldo con cui ha infiammato la platea è quello della lotta al terrorismo. E’ ancora fresco il ricordo dell’ultimo attentato al Louvre per non far leva su un argomento che negli ultimi mesi ha provocato lutti, paura e smarrimento nei francesi. “Chiuderò i luoghi di predica degli islamisti radicali – ha promesso Marine Le Pen – e i francesi schedati con la “s” (vale a dire i radicalizzati tenuti sotto osservazione dall’intelligence, ndr) saranno puniti con una pena di indegnità nazionale”. “Da queste presidenziali – ha affermato ancora – dipenderanno la continuità della Francia come nazione libera, la nostra esistenza come popolo”. E tra le misure proposte ci sono l’immediata espulsione degli stranieri che commettono reati e il potenziamento delle forze dell’ordine. Un programma che strizza l’occhio al nazionalismo di Trump, per il quale Marine Le Pen ha avuto parole di simpatia e ammirazione.

Resta da vedere quale sarà il rapporto con la nipote Marion, esponente dell’area cattolico-conservatrice, che in passato non sono stati sempre idilliaci. E soprattutto se si ripeterà, in caso di ballottaggio (a cui Marine Le Pen è data quasi per certa), l’alleanza tra sinistra e neogollisti per tagliarle la strada per l’Eliseo.

Anche la “gauche” ha aperto le danze ma la disastrosa presidenza Hollande pesa come un macigno sui socialisti che hanno scelto Benoit Hamon come candidato. L’investitura questa mattina ma con la vistosa assenza sia del primo ministro Bernarde Cazeneuve che dell’ex premier Manuel Valls, sconfitto una settimana fa alle primarie, oltre che di gran parte del gabinetto uscente.

Sempre a Lione, in una sfida a distanza con Marine Le Pen, si è presentato Jean-Luc Mélenchon, candidato della sinistra radicale.

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