L’Ucraina si avvicina alla Nato: caduto lo status di Paese neutrale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:32

L’Ucraina non è mai stata così vicina all’Occidente e lontana dalla Russia: la Verkhovna Rada, il Parlamento di Kiev, ha infatti deciso di votare a larga maggioranza la revoca dello status di Paese neutrale che fu chiesto dalla Russia per rendere più complicata un’eventuale entrata del Paese nella Nato. In particolare i voti a favore sono stati 303, mentre su 450 deputati solo 8 hanno votato no.

Un gesto deciso e chiaro, che avvicina Kiev all’Alleanza Atlantica: come già altri Paesi prima, anche in questo caso la Russia potrebbe fare la voce grossa e bloccare tutto. L’esempio più recente è la Georgia, che combatté una guerra con il Cremlino nel 2008 che, da allora, occupa due zone del Paese, l’Abkhazia e il Sud Ossezia. La Russia, già messa in angolo da sanzioni occidentali e tracollo del prezzo del petrolio, potrebbe esasperare la questione.

La decisione dell’Ucraina riapre anche i rapporti, precari e fragili da sempre, con la Nato: Kiev aveva già cercato di entrare a farne parte nel 2008, dopo la Rivoluzione Arancione, sotto la presidenza di Viktor Yushenko, ma alcuni Paesi europei, Germania e Francia in particolare, impedirono l’approvazione di un piano d’azione.

Fu proprio Yanukovich a decidere che l’Ucraina non sarebbe entrata nella Nato e in qualsiasi altro patto militare, mentre rimaneva in piedi, in prospettiva, l’avvicinamento all’Unione Europea. Adesso il nuovo corso Poroshenko ritiene l’adesione alla Nato una priorità. Ma questo non vale al contrario: i Paesi dell’Alleanza, infatti, non sembrano così interessati all’abbraccio con Kiev. Nn è chiaro quale vantaggio strategico avrebbero nello spingersi così tanto ad est, peraltro in un Paese a lungo parte dell’area d’influenza sovietica-russa.

In ogni caso, gli eventuali accordi sarebbero scritti ad hoc per Kiev: la Nato, infatti, non potrebbe comunque mettere basi nel Paese, né l’Ucraina potrebbe permettere agli Stati Uniti di inserirla nel suo programma di difesa missilistico, poiché la Russia avrebbe già fatto sapere che riterrebbe una mossa simile un’aggressione. Ci guadagnerebbe invece l’Ucraina, perché potrebbe far valere l’articolo 5 del Trattato che istituisce l’Alleanza Atlantica e che impone a tutti gli Stati la mutua difesa: nel di un attacco russo, tutti gli Stati del patto dovrebbero intervenire in sua difesa.

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