La Francia convoca l'ambasciatore italiano

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:30

Sull'asse Roma-Parigi si registra tensione. Il Ministero degli Affari Esteri francesi nel pomeriggio ha convocato l'ambasciatore d'Italia, Teresa Castaldo, per un chiarimento in seguito alle affermazioni del vicepremier italiano, Luigi Di Maio, che aveva accusato Parigi di “impoverire l'Africa” e aggravare la crisi dei migranti usando il “franco delle colonie per finanziare il suo debito pubblico”. Una fonte del gabinetto del ministro francese ha parlato di “osservazioni inaccettabili e inutili”. Secondo il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, l'Unione europea dovrebbe “sanzionare i Paesi come la Francia che stanno impoverendo gli stati africani”, spingendo le persone a fuggire verso l'Europa. Di Maio aveva espresso questa posizione durante il suo tour elettorale in Abruzzo. Fonti diplomatiche francesi hanno definito le esternazioni del vicepremier “ostili e senza motivo visto il partenariato della Francia e l'Italia in seno all'Unione europea” e sottolineato che “vanno lette in un cotesto di politica interna italiana”.

L'affondo di Di Battista

Al leader politico del M5s ha fatto eco Alessandro Di Battista. L'ex parlamentare ha affermato: “Se non affrontiamo il tema della sovranità monetaria in Africa, non potremo mai risolvere veramente il problema”. Attualmente la Francia, ha spiegato a Che Tempo che Fa, “nei pressi di Lione, stampa la moneta utilizzata in 14 Paesi africani, quasi tutti Paesi della zona subsahariana. I quali non soltanto utilizzano una moneta stampata dalla Francia, ma per mantenere il tasso fisso, prima con il Franco francese e oggi con l'Euro, sono costretti a versare circa il 50% dei loro denari in un conto corrente gestito dal Tesoro francese. Conto corrente con il quale viene finanziata una piccola parte del debito pubblico francese, ovvero circa lo 0,5%“. Ma soprattutto, ha aggiunto Di Battista, la Francia, “attraverso il controllo geopolitico di quell'area, dove vivono200 milioni persone che utilizzano banconote e monete stampate in Francia, gestisce la sovranità di interi Paesi impedendo la loro legittima indipendenza, la loro sovranità monetaria, fiscale, valutaria e la possibilità di fare politiche espansive. Fino a quando non si strapperà questa banconota, che in realtà – accusa – “è una manetta nei confronti dei popoli africani, noi potremo continuare a parlare a lungo di porti aperti o porti chiusi, ma le persone continueranno a scappare, a morire in mare, a cercare altre rotte e a provare a venire in Europa. Oggi è necessario, per la prima volta, occuparsi delle cause, perché se ci si occupa esclusivamente degli effetti si è nemici dell'Africa“. 

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