Isis e curdi trattano la resa

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Gli jihadisti del Califfato e le forze curdo siriane stanno negoziando la resa finale degli ultimi 300 terroristi rimasti a difendere una sacca di territorio di quattro chilometri quadrati nell'est della Siria. Lo riferisce l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), secondo cui i dirigenti curdo-siriani, alleati degli Stati Uniti, stanno negoziando con i capi del sedicente Stato islamico, per lo più stranieri, i termini della resa nella zona tra l'Eufrate e il confine iracheno.

Le esecuzioni

Lo stesso Ondus, intanto, ha fornito i dati delle esecuzioni compiute dal Daesh durante la sua attività in Siria. Dal 29 giugno 2014, data della sua autoproclamazione, a oggi le persone gustiziate dagli jihadisti sarebbero stato oltre 6.200. Nel dettaglio, sono stati giustiziati 3.691 civili, tra cui 128 bambini e 180 donne nelle regioni di Damasco e periferia, Deir az Zor, Raqqa, Hasake, Aleppo, Homs e Hama. I boia dell'Isis hanno giustiziato inoltre 467 combattenti di altre fazioni, 691 dei loro uomini per tradimento o per essersi ritirati dalla battaglia oppure per aver tentato di fuggire. Inoltre sono stati condannati a morte 1.358 uomini dell'esercito siriano e dei suoi alleati. 

Strage di bambini

Secondo l'Oms, fra l'altro, tra i civili in fuga dall'ultima sacca di resistenza jihadista dell'Est della Siria sono morti di freddo 29 bambini negli ultimi due mesi nella provincia di Hasaka. Le vittime fuggivano dai combattimenti nella vicina provincia di Deir Ezzor mentre raggiungevano Al Hol, dove si trova il principale campo che accoglie gli sfollati per i combattimenti contro l'Isis, o poco dopo l'arrivo.

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