Hong Kong, il voto che fa paura a Pechino

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:33

Hong Kong a volto scoperto. È la sentenza dell'Alta Corte che, per una settimana, ha vietato l'utilizzo di coprirsi il volto durante gli eventi pubblici. Lo stesso tribunale che, quattro giorni fa, ha dichiarato incostituzionale il divieto dell'uso delle maschere, ora ha fatto marcia indietro. Secondo il netwtork Rthk, la misura è stata adottata su pressione del governo di Carrie Lam.

Voto bollente

Il contro-ordine arriva a pochi giorni dalle elezioni locali distrettuali, le uniche a suffragio universale tenute nel “Porto Profumato”. L'esito del voto, che interessa oltre 4 milioni di elettori, sarà decisivo per capire da che parte pende l'ago del consenso nell'ex-colonia britannica. La frangia democratica spera in un largo numero di consensi, lo stesso auspicio prospettato dallo schieramento politico più vicino alla governatrice, più vicina alla Repubblica Popolare Cinese. Il nome di Joshua Wong, l'ex leader del movimento degli ombrelli del 2014 e tra i più noti attivisti che ricorrono nelle proteste di Hong Kong, ha presentato la sua candidatura e poi è stato respinto. Dalle colonne del quotidiano Handelsblatt, il volto della protesta hongkongese ha lanciato un appello all'Unione Europea, denunciando la poca incisività del Vecchio Continente: “L'Europa finora ha fatto troppo poco. Hong Kong vive una crisi umanitaria. Addirittura medici, assistenti e soccorritori vengono arrestati e denunciati. Non si farebbe neppure in guerra una cosa del genere” ha detto, sottolineando: “L'Ue deve promuovere un'inchiesta indipendente ed esercitare pressione, in modo che si ponga fine alla brutalità della polizia, e che si possa arrivare a nuove elezioni a Hong Kong”, auspicando in “un meccanismo di sanzioni che punisca le violazioni dei diritti umani e l'abuso di potere della polizia di Hong Kong”.

Trump: “Ho sventato io la distruzione di Hong Kong”

Intanto, l'ombra della minaccia di un intervento cinese nella ex-colonia si proietta fino a Washington. In un'intervista rilasciata all'emittente Fox News, il presidente Usa, Donald Trump, ha affermato che, se non fosse stato per lui, Hong Kong “sarebbe stata cancellata in 14 minuti” dalle truppe inviate da Pechino. Secondo il presidente statunitense, Xi Jinping avrebbe desistito dall'usare il pugno di ferro contro il “Porto Profumato” soltanto perché glielo avrebbe chiesto lui.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: [email protected]
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.