Francia, il partito dell’Islam moderato si presenta alle Provinciali

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Nella Francia ferita dal terrorismo, l’Islam moderato si mobilita politicamente. Il neo partito Unione dei democratici musulmani francesi (Udmf) si è posto l’obiettivo di “dare voce ad un parte della popolazione che non si riconosce nei partiti tradizionali”. Queste le parole del suo fondatore di origini marocchine, Najib Azergui. Alle elezioni cantonali in programma per marzo, la sua formazione conta di presentare propri candidati in otto distretti; finora è riuscita ad eleggere solo un consigliere comunale, lo scorso marzo nel Comune di Bobigny, scelto nella lista di sostegno al sindaco centrista Stephane de Paoli.

Nato nel 2012, l’Udmf è ancora un piccolissimo partito che conta su appena 900 iscritti e 8.000 simpatizzanti in tutto il paese. Ma in seguito agli attentati di gennaio a Parigi nella sede del settimanale satirico Charlie Hebdo, e alle polemiche seguite alla pubblicazione del romanzo “Soumission” (“Sottomissione”) di Michel Houellebecq – il romanziere francese finito in tribunale con l’accusa di fomentare l’odio nei confronti dei musulmani attraverso i suoi libri – i suoi ranghi si stanno ingrossando in maniera esponenziale.

“In Francia c’è un partito dei Cristiani democratici, non vedo perché non possa esserci spazio anche per noi” afferma Azergui, che difende il suo partito dall’accusa di voler “islamizzare la società francese” o di voler “instaurare la sharia” (la legge islamica) in Francia. L’Udmf punta piuttosto sull’educazione civica per “far riflettere e discutere i giovani”; vorrebbe che fosse sviluppata l’industria alimentare “halal” (cioè secondo i precetti islamici) per rilanciare l’occupazione ed il ricorso alla finanza islamica (basata su crediti senza interessi) per risanare l’economia.

Azergui è favorevole a uno Stato laico che però sia tollerante nei confronti delle religioni: ad esempio, vorrebbe che fosse autorizzato l’uso del velo da parte delle ragazze nelle scuole; afferma di essere totalmente indipendente dai paesi arabi e musulmani e che il suo movimento si finanzia solo con le quote di iscrizione dei suoi militanti. Pur presentandosi solo in otto dei 2 mila cantoni francesi, l’Udmf ha solide ambizioni: conta infatti di raccogliere le 500 mila firme necessarie per presentare un suo candidato alle elezioni presidenziali del 2017.