CAMBIAMENTI CLIMATICI, L’INDIA AUMENTERA’ L’USO DELL’ENERGIA NON FOSSILE DEL 40% ENTRO IL 2030

ULTIMO AGGIORNAMENTO 1:00

L’India ha presentato il suo piano per ridurre le emissioni di gas a effetto serra in vista della conferenza di fine anno di Parigi. L’impegno di Nuova Delhi, il terzo paese per emissioni (1,7 tonnellate di anidride carbonica pro capite l’anno, contro i 17 degli Stati Uniti e i 6,7 della Cina) è quello di portare la produzione di energia elettrica da fonti non fossili al 40 per cento entro il 2030.

La lotta contro i sempre più importanti ed evidenti cambiamenti climatici che stanno “rivoluzionando” il clima della Terra, è diventato oramai uno degli obiettivi più importanti di tutti i Paesi. Grazie anche all’enciclica verde di Papa Francesco “Laudato sì”, qualcosa si sta muovendo. La cura del creato non è più un fatto di cui si dovranno preoccupare le generazioni future, ma sta diventando una priorità a livello globale.

“Intendiamo ridurre l’intensità delle emissioni (rapporto fra emissioni e prodotto interno lordo, ndr) del 33-35 per cento entro il 2030 rispetto ai valori del 2005”, si legge nel report di 38 pagine presentato da Nuova Delhi alla convenzione per i cambiamenti climatici dell’Onu poco prima della scadenza dei termini. Si precisa inoltre che l’intensità delle emissioni è stata ridotta, a ora, già del 12 per cento sui valori del 2005. L’obiettivo dell’India, un paese che prevede il proseguimento della crescita del suo Pil, è meno ambizioso di quello di Cina (che si è impegnata a porre fine dell’aumento delle emissioni entro il 2030) e Brasile, ma più di quanto hanno promesso Stati Uniti e Australia.

Dal 30 novembre al 11 dicembre del 2015, si terrà a Parigi la 21esima Conferenza delle Parti (COP 21) della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) con l’obiettivo di concludere, per la prima volta in oltre venti anni di mediazione da parte delle Nazioni Unite, un accordo vincolante e universale sul clima, accettato da tutte le nazioni.

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