Ben Ali, il presidente deposto dalla Primavera araba

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:56

Ventitre anni di presidenza, ai quali mise fine una rivoluzione. Anzi, per l'esattezza l'unica delle primavere arabe ad aver avuto una conclusione evidentemente democratica. E' morto a 83 anni Zine El Abidine Ben Ali, presidente di lungo corso della Tunisia, a meno di una settimana dalla terza tornata elettorale dalla fine della sua presidenza, risalente nel 2011. Era in esilio Ben Ali, in Arabia Saudita, dove aveva trascorso gli ultimi otto anni della sua vita, dopo aver ricevuto due condanne (una a 35 anni per furto e appropriazione indebita, l'altra a 20 per accuse estremamente pesanti come incitamento al disordine, omicidi e saccheggi sul territorio tunisino) ed essere stato allontanato da quello stesso popolo che aveva accompagnato il suo colpo di stato nel 1987 senza opporsi, restando fedele alla linea occidentalista avviata già dal vecchio presidente Habib Bourguiba.

Ascesa e declino

Bourguiba, all'epoca già ultraottantenne, lo rimosse appellandosi ai suoi medici, favorevoli nell'indicare il leader del Paese, emblema della lotta anti-coloniale, come ormai incapace di assolvere al suo compito di guida della Tunisia. Ben Ali, allora primo ministro, fece leva sulla Costituzione tunisina (che su questo tema lo appoggiava tramite l'articolo 57) e si guadagnò la presidenza in modo lineare, promettendo continuità rispetto alla politica di Bourguiba e avviando immediatamente una riforma economica che contribuì a risollevare le sorti di un Paese sull'orlo della crisi, che divenne in una ventina d'anni la più competitiva d'Africa, certificata dal World economic forum a nemmeno dieci anni dalla tornata elettorale che consolidò la leadership del Raggruppamento costituzionale democratico di Ben Ali con una percentuale di oltre il 99% dei consensi. Un traguardo che avrebbe fatto da contraltare a una corruzione dilagante, una disoccupazione preponderante e, nondimeno, una crisi del comparto alimentare che aveva di fatto messo in ginocchio la popolazione tunisina che, dopo 23 anni di presidenza Ben Ali e nella piena folata del vento delle primavere arabe, decise di mettere fine all'era della rivoluzione medica.

Il colpo di stato ordinato che portò Ben Ali alla presidenza vide la sua conclusione sì in una rivoluzione, ma senza rovesciamenti autoritari, come avvenuto in altri Stati. In Tunisia si proseguì con la democrazia che, nonostante i contorni di regime assunti dai suoi 23 anni alla guida del Paese, era rimasta, almeno sulla carta, anche durante la presidenza Ben Ali.

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